Candidato di destra cercasi. Spicca l’assenza di una figura cittadina capace di mettere insieme le diverse anime I flussi elettorali delle Regionali confermano l’impasse a destra: manca il “federatore” in grado di ricostruire l’alleanza

di Garonzi Stefania

Verona e la sua provincia sono attese da appuntamenti importanti: dalle oramai vicinissime Olimpiadi e Paralimpiadi invernali, al potenziamento infrastrutturale lungo l’asse del Brennero, al rinnovo della classe dirigente con una nuova generazione di amministratori pubblici e privati. E’ in questo periodo che si giocano le chance per il futuro dei prossimi decenni. La ricetta che ha reso grande Verona sino ad oggi non basta più. Banalmente, non ci sono più i protagonisti di quelle scelte ed altrettanto banalmente il mondo che conoscevamo sino a pochi anni fa non esiste più. La stessa ricchezza raggiunta grazie al lavoro dalle generazioni postbelliche potrebbe paradossalmente rappresentare per quelle successive un limite togliendo grinta, fame, voglia di fare. Ma sotto questa cenere covano braci di rinnovamento importanti: nuovi protagonisti, nuove imprese, nuovi modelli sociali. Il lavoro de La Cronaca sarà quello di renderle visibili utilizzando tutti i mezzi che la rivoluzione digitale ci mette a disposizione. Con obiettività, senza pregiudizi, ma senza paura di dare la nostra opinione. Buona lettura.

Se le regionali dovevano indicare i rapporti di forza correttamente in città per le amministrative 2027, per il Centrodestra il risultato non è stato minimamente raggiunto. Fratelli d’Italia che rispetto alle Regionali di cinque anni fa ha guadagnato appena 3mila voti (ma ne ha persi 8mila rispetto alle Amministrative del 2022); non ha fatto jackpot nemmeno la Lega che ha sì triplicato i voti delle Amministrative, ma si è dimezzata rispetto alle Regionali 2020 dove il traino della lista Zaia era risultato determinante nel costruire un successo clamoroso. Quanto a Forza Italia se in termini assoluti ha raddoppiato in cinque anni i suoi voti da 4502 a 9040 in termini reali registra la posizione più debole nel centrodestra lontana dai valori degli altri due contender per la nomination a candidato sindaco. Soprattutto, sono scomparse le personalità politiche, quelle capaci di concentrare su di sé passioni ed odi e quindi di mobilitare gli elettori. Nella Lega i primi quattro eletti non sono cittadini e quindi non facilmente spendibili per Palazzo Barbieri (nell’ordine Zaia, Valdegamberi, De Berti e Rigo). In Fratelli d’Italia l’ala della destra sociale, quella storica, ha preferito prendersi una pausa di riflessione senza portare tutti i propri voti ai candidati in lista. Il risultato è che a Verona città ha vinto il gruppo che fa riferimento a Daniele Polato e Matteo Gasparato con Anna Leso prima degli eletti (cinque anni fa era candidata con Tosi e Forza Italia e nel passaggio ai Fratelli ha moltiplicato per cinque i propri consensi). Degli altri Fratelli in gara, Stefano Casali ha perso un migliaio di voti che tagliano le gambe alle speranze di una candidatura a sindaco. Quanto a Forza Italia, Alberto Bozza di fatto conferma i suoi voti; Flavio Tosi mantiene un certo consenso che però è lontano dagli anni d’oro del passato e poi è il risultato azzurro nel suo complesso a rendere assai complicato il proporre una leadership. L’impasse a destra è evidente: nei fatti manca ancora il federatore, il nome che possa mettere tutti d’accordo nello sfidare Damiano Tommasi che registra il miglior risultato del PD degli ultimi cinque anni. Se la sua carica fosse contendibile – ma di fatto non lo è perché sarebbe impresentabile agli elettori un candidato alternativo al sindaco che significherebbe sconfessare cinque anni di amministrazione – i voti ai candidati PD sarebbero un campanello d’allarme. Così non è e non sarà. Tocca quindi muovere al Centrodestra che deve trovare questo candidato ideale ed iniziare a farlo conoscere alla città. Pensare infatti che sia esclusivamente una figura di partito riaprirebbe ferite ancora non del tutto rimarginate fra quei partiti che quattro anni fa scelsero di dividersi spianando la strada a Tommasi.