«Canestro Sospeso», il progetto del comune di Povegliano: il basket diventa accessibile per tutti

Nessun bambino dovrebbe restare fuori dal campo perché la sua famiglia è in difficoltà. È da questa convinzione che nasce il sostegno del Comune di Povegliano Veronese al progetto Canestro Sospeso, promosso da Mini Buster ASD, con uno stanziamento di 1.200 euro provenienti dal cinque per mille IRPEF, destinati a finanziare tre quote sportive segnalate tramite il Servizi Educativo del Comune.

“Con questo progetto – precisa la sindaca Roberta Tedeschi – trasformiamo una risorsa pubblica in solidarietà concreta, perché ogni bambina e ogni bambino possa sentirsi parte di una squadra, indipendentemente dalle possibilità economiche della famiglia”.

L’idea, nata alcuni anni fa grazie a Nicoletta Caselin, direttrice sportiva di Buster ed ex giocatrice della Nazionale italiana, e a Gabriele Zuccher, dirigente di Buster da oltre 35 anni, si ispira alla tradizione napoletana del caffè sospeso: offrire a chi non può permetterselo la possibilità di ricevere qualcosa di prezioso. In questo caso, l’opportunità di praticare pallacanestro.

Nel 2021, l’associazione sportiva è stata insignita per lo stesso motivo anche del prestigioso Premio Cangrande per il sociale nello sport. “Vogliamo investire nei nostri giovani – sottolinea l’assessora allo Sport Ambra Pezzon – costruendo così una comunità più inclusiva, nella quale lo sport sia davvero accessibile a tutti. L’iniziativa è in linea anche con il più ampio progetto della Comunità Educante Vivere Povegliano di cui Buster Basket è uno degli attori più importanti”.

Il contributo aiuterà Mini Buster ASD a sostenere le spese sportive di alcuni minorenni segnalati dal Servizio Educativo comunale, comprese iscrizione, abbigliamento, attrezzatura, visite mediche e trasporti. Nicoletta Casalin precisa che “Con “Canestro Sospeso” vogliamo che nessun ragazzo rinunci alla pallacanestro per una difficoltà economica.

Il basket è condivisione, impegno e appartenenza: attraverso questo progetto possiamo offrire ai giovani non soltanto la possibilità di giocare, ma anche un ambiente in cui crescere, stringere relazioni e sentirsi accolti”. Fondamentale sarà la collaborazione tra società sportiva, educatori e servizi sociali, per garantire continuità educativa e accompagnare i ragazzi nel loro percorso. Conclude la sindaca Tedeschi precisando che: “Dal 2022, la nostra Amministrazione crede in questo progetto perché una comunità è squadra quando nessuno è lasciato in panchina”.