La Giunta comunale ha approvato il Quadro Esigenziale dei lavori per la realizzazione del «Parco della biodiversità» nell’area della ex cava Speziala, nel quartiere di San Massimo. Il provvedimento, proposto dall’assessore Tommaso Ferrari, è il primo passo per inserire l’intervento nel Programma triennale dei lavori pubblici 2026-2028 e nell’Elenco annuale 2026. L’area, compresa tra via Brigata Aosta, via Enzo Ferrari e via Lugagnano, si estende per oltre 19 ettari: si tratterebbe della più ampia area boschiva della città. Dopo la chiusura dell’attività estrattiva la natura ha ripreso il sopravvento: oggi ospita un bosco spontaneo di circa 30mila alberi ad alto fusto, che occupano circa 17 ettari tra il fondo della cava, profondo circa 20 metri, e le scarpate.
“Abbiamo avviato il percorso per restituire alla città un’area oggi non accessibile, un grande bosco per la città, perchè possa andare a beneficio del quartiere e di tutta Verona” spiega l’assessore all’ambiente Tommaso Ferrari che ha portato la delibera all’approvazione della Giunta.
Il progetto “Tra le prime attività per l’avvio di questo percorso sarà la predisposizione di un piano di asportazione dei rifiuti attualmente presenti al fine di rendere fruibile l’area. Questi spazi, come altri, devono diventare infrastrutture strategiche della città e sono convinto che questo provvedimento non sia solo un messaggio importante ma testimonia il nostro impegno in questa direzione rendendo concreta questa visione. Ringrazio ovviamente i colleghi Bertucco e Benini per il gioco di squadra, e ringrazio soprattutto il lavoro di tanti cittadini e cittadine che negli anni hanno sempre lottato per la preservazione di questo luogo. Si tratta di un percorso collettivo per restituire insieme questo importante luogo alla città”.
L’Amministrazione intende creare un parco attrezzato e fruibile, con spazi di socialità e svago all’aperto, ma anche con finalità didattiche, educative e scientifiche. Poiché l’area è di proprietà privata e vi sono stati accertati depositi di materiali inerti e rifiuti, gli interventi dovrebbero partire dalla pulizia del sito e dalla rimozione dei rifiuti, per poi realizzare sentieri, area parcheggio e punto di accoglienza per i visitatori.
“Vorrei ricordare che Cava Speziala è stato uno dei luoghi storici della Tangentopoli veronese, divenuto l’epicentro di una vicenda di speculazione e corruzione che ha coinvolto esponenti di primo piano del mondo politico ed economico veronese.- ha sottolineato l’assessore al Bilancio Michele Bertucco, già presidente di Legambiente Verona e che nelle vesti di consigliere comunale di opposizione, nel 2019 fece approvare in Consiglio comunale l’emendamento alla Variante 23 al Piano degli Interventi che ha riportato l’area della ex cava Speziala a «verde urbano», sbarrando la strada al progetto di riempimento – La forza, la volontà e la capacità anche del comitato dei cittadini, insieme sicuramente a diversi consiglieri e consigliere comunali, ha impedito impedito nel tempo il taglio del bosco, la presentazione delle osservazioni ha impedito la trasformazione della discarica. Stiamo parlando della più grande area boscata della città. – Quello a cui è arrivata la nostra Amministrazione attraverso gli uffici tecnici, è un progetto di valorizzazione dell’area così come poi si è trasformata nel tempo”.
I prossimi passi e le risorse economiche
Il Quadro Esigenziale prevede una spesa complessiva di 1,5 milioni di euro, che comprende progettazione, indagini ambientali, rimozione e smaltimento dei materiali inquinanti, opere di riqualificazione e rinaturalizzazione e acquisizione dell’area. Dopo l’inserimento negli strumenti di programmazione e il finanziamento della spesa, la Direzione Verde, Arredo Urbano e Illuminazione Pubblica avvierà il progetto di fattibilità tecnico-economica, con nuove e autonome indagini ambientali per quantificare con precisione i rifiuti da rimuovere e le eventuali contaminazioni. Il progetto comprenderà anche gli elaborati necessari per la procedura espropriativa, che porterà alla dichiarazione di pubblica utilità dell’intervento. Nella determinazione del valore dell’area si terrà conto della passività ambientale da eliminare.
“È un progetto ambizioso – ha sottolineato l’assessore al verde, Federico Benini – però l’indirizzo politico è delineato e crediamo che, se le cose vanno come devono andare, finalmente il bosco di Cava Speziala diventerà per dimensioni il bosco urbano più grande della città.
Soddisfatto il presidente del Comitato “Un parco per la città”, Marco Menin. “Per oltre quarant’anni i cittadini di San Massimo hanno lavorato con costanza e determinazione: proposte, progetti, mobilitazioni e raccolte di firme, percorrendo ogni strada democratica a loro disposizione. Oggi quell’impegno trova finalmente risposta. Grazie a questa amministrazione ha concluso Benin – si raggiunge un traguardo atteso da generazioni, che appartiene prima di tutto alla comunità che non ha mai smesso crederci
Una battaglia lunga mezzo secolo
La cava nasce negli anni Settanta nonostante l’opposizione dei residenti, che da allora hanno promosso denunce, petizioni e ricorsi, contrastando anche i progetti di discarica degli anni Ottanta e Novanta. Il bosco spontaneo è stato censito da LIPU, Legambiente, Italia Nostra e Corpo Forestale. Nel 2019, di fronte al progetto della proprietà che prevedeva il taglio del bosco e il riempimento della cava, è nato il comitato «Un parco per la città», che ha raccolto circa seimila firme per l’acquisizione pubblica dell’area e proposto «BoscoSpeziala – Parco della biodiversità di Verona»: lo stesso nome che oggi l’Amministrazione adotta.



