Cento proprietari hanno il 7% delle case veronesi

Nel 2025 il mercato immobiliare della provincia di Verona ha collezionato numeri molto rilevanti, con 6.676 atti di compravendita registrati che hanno generato 1 miliardo e 592 milioni di euro. In questo scenario domina il ramo residenziale, che coinvolge l’82,3% degli atti, mentre il commerciale si lega a un piccolo 5,3%. Questi sono i dati emersi da un’analisi di Datasinc, tech company italiana specializzata nella raccolta e analisi massiva di dati immobiliari italiani.
Il report prende in esame anche le dimensioni del territorio provinciale: in questo contesto si contano oltre 345.000 abitazioni, con una concentrazione significativa nel capoluogo, che ne raccoglie più di 136.000. Accanto alle case si sviluppa un sistema articolato di pertinenze e spazi destinati ad altre funzioni: oltre 275.000 box e garage, quasi 19.000 negozi e circa 10.000 uffici.
L’analisi non restituisce soltanto numeri, ma anche il profilo di chi possiede gli immobili. Accanto a un valore medio delle compravendite di circa 240.000 euro emerge infatti l’identikit dei proprietari: uomini e donne con un’età media di 62 anni.
Come spiegano Nicola Chiarini e Francesco Braggiotti, co-fondatori di Datasinc, “Il 42,7% degli immobili appartiene alla Generazione X e alla fascia più giovane dei Baby Boomers, cioè a persone tra i 51 e i 70 anni. Gli over 71 detengono un ulteriore 27,4%, mentre gli under 30 si fermano all’1,9%. Si tratta di un divario generazionale molto evidente, che emerge dall’incrocio tra registri catastali e dati demografici analizzati dai nostri sistemi. Questo tipo di lettura consente di capire non solo chi possiede oggi il patrimonio immobiliare, ma anche quali generazioni saranno protagoniste delle compravendite nei prossimi anni.”
Nella provincia di Verona cresce la frammentazione della proprietà immobiliare: sempre più abitazioni risultano intestate a più persone. Il fenomeno è legato soprattutto ai passaggi generazionali e alle successioni ereditarie, che nel tempo suddividono le quote tra figli e nipoti.
Un immobile veronese è intestato in media a 1,8 proprietari. Solo il 36,1% delle unità appartiene a un unico soggetto, mentre il 29,7% è condiviso tra due proprietari. Una quota non marginale risulta invece suddivisa tra più persone: il 9,4% tra tre o quattro proprietari, il 10,1% tra cinque e dieci, mentre il restante 14,8% è intestato a oltre dieci persone.
Accanto alla frammentazione delle proprietà emerge anche un fenomeno opposto: una quota di immobili concentrata nelle mani di pochi proprietari. Secondo l’analisi, il 4,6% delle unità è posseduto interamente da 100 proprietari, senza suddivisione in quote, e rappresenta il 7,1% del valore immobiliare complessivo. Una dinamica che evidenzia una crescente polarizzazione: da un lato immobili sempre più frazionati tra più eredi, dall’altro patrimoni concentrati nelle mani di un numero ristretto di soggetti. In questo contesto, l’accesso alla proprietà immobiliare diventa sempre più complesso soprattutto per le generazioni più giovani.