Che bella la Bentegodi del futuro!

(di Giulio Ferrarini)
La Fondazione Bentegodi sogna in grande.
Sono ormai noti a tutti i gravi problemi che caratterizzano la sede in via Trainotti, ma il presidente Giorgio Pasetto non si arrende e lancia un progetto per quella che potrebbe essere la Fondazione del futuro. Il rendering prevede una pista d’atletica adiacente a quella che sarebbe l’innovativa palestra bentegodina. Uno spazio enorme con la possibilità quindi di unire in un unico grande luogo tutte le attività della Fondazione senza doversi spostare da una palestra all’altra della città. Qui, infatti, si potrebbero disputare tutte le discipline nelle quali la Bentegodi è da anni protagonista a Verona e in Italia con sport come la pesistica olimpica, la ginnastica artistica e ritmica, il tennis tavolo, la scherma e molti altri. Attività che senza il lavoro della Fondazione resterebbero senza dubbio ai margini, ma che grazie all’impegno della Bentegodi creano i campioni del futuro. Resta però un nodo da sciogliere. Ed è forse il più complicato: chi paga per tutto questo, dove si trovano i fondi per un progetto così ambizioso?
Notizia di qualche settimana fa era il possibile studio di una nuova cittadella dello sport in città. L’obiettivo finale era il raggiungimento di 6 milioni di euro grazie ad un investimento da parte di privati che di conseguenza diventerebbero co-proprietari della struttura.
Ma in realtà i soldi la Fondazione li avrebbe: infatti Marcantonio Bentegodi lasciò alla città immobili e terreni sufficienti al funzionamento nel tempo della Fondazione. Quei soldi sono spariti.
A raccontare le complesse vicende del lascito bentegodino alla città ci ha pensato Carlo Alberto Russo, dottorando in economia a Verona con il relatore, il professor Sergio Noto, nell’anno accademico 2006-2007. Originariamente Bentegodi lasciò al Comune un patrimonio di vecchie lire dell’epoca che oggi varrebbero circa 1,5 milioni. Oltre al denaro c’erano anche diverse unità immobiliari dislocate in tutta la provincia, campi coltivati e boschi per 164 ettari. La liquidazione degli immobili creò un patrimonio di mezzo milione di lire: circa 2 milioni di oggi.
Calcolando che solo dagli anni ‘60 del secolo scorso il prezzo delle case in città è aumentato di 60 volte. Si può solo immaginare il valore che avrebbero potuto avere oggi tutti i beni. Azzardiamo una cifra che oggi potrebbe aggirarsi tra i 30 e i 45 milioni di euro. Più che sufficienti per la nuova cittadella.
Ma dove sono finiti i soldi di Bentegodi? Nel 1910 venne costruito il primo Stadio, costato 115mila lire. Oggi c’è il parcheggio Arena e la Fondazione ha visto gran parte dei suoi beni sperperati e i soldi, dopo tanti anni, sono di fatto spariti per la mala gestione comunale.
Un debito oggi certamente solo morale. Ed ecco perché Damiano Tommasi, attuale sindaco, dovrebbe affrontare e risolvere la questione dando alla Bentegodi le risorse per continuare a vivere.