Chiese fondi per una malattia inesistente, la Polizia Locale di Isola della Scala la smaschera

Il caso commosse tutta l’Italia e fece arrivare una vera e propria pioggia di donazioni private e da associazioni di volontariato da tutt’Italia, AIRC compresa. In realtà, la malattia del figlio per la quale chiedeva aiuto, era inesistente e le cartelle mediche presentate contraffatte. Ma le bugie hanno le gambe corte ed una complessa indagine, durata più di un anno, della Polizia Locale di Isola della Scala, della Sezione di Polizia Giudiziaria della Guardia di Finanza presso il Tribunale di Verona e della Procura della Repubblica di Verona, ha permesso di smascherare l’inganno.

Spiega il Comandante della Polizia Locale, Andrea Pasquali (nella foto d’apertura): «Gli accertamenti effettuati hanno evidenziato la contraffazione della documentazione sanitaria utilizzata e la non corrispondenza al vero delle prestazioni e delle spese rappresentate ai destinatari delle richieste. La persona sottoposta alle indagini ha successivamente reso dichiarazioni ammissive in ordine ai fatti contestati. Il procedimento si trova tuttora nella fase delle indagini preliminari e non è intervenuto un accertamento definitivo delle responsabilità. La persona sottoposta ad indagini ha redatto e sottoscritto una dichiarazione spontanea, trasmessa dal proprio difensore con espressa autorizzazione alla pubblicazione, al fine di prevenire ulteriori versamenti di denaro riconducibili a questa vicenda».

La richiesta di denaro – si spiega nella dichiarazione – è avvenuta in un momento di profondo disagio economico e psicologico sebbene questo non giustifichi o scusi il gesto. La responsabile – che ha chiesto un supporto specialistico per superare le problematiche personali che hanno generato questo gesto – si è dichiarata disponibile a reperire risorse economiche da versare all’AIRC e da destinare alla cura di pazienti oncologici come concreto segno di pentimento e per risarcire la comunità.