Il violento fronte temporalesco che nella notte tra il 18 e il 19 luglio ha attraversato il Basso Veronese, interessando in particolare i territori di Legnago, Cerea, Minerbe, Bevilacqua, Boschi Sant’Anna, Sanguinetto, Casaleone, Villa Bartolomea e altri Comuni limitrofi, ha provocato danni di eccezionale gravità all’agricoltura. Raffiche di vento di intensità inusuale, accompagnate da grandinate localizzate e dalla caduta di numerosi alberi, hanno colpito duramente colture e strutture aziendali.
“Secondo le prime ricognizioni effettuate dalla Cia – Agricoltori Italiani Verona, la situazione più critica riguarda il comparto orticolo – riferisce il presidente Mirko Sella -. Si stimano infatti circa 40 ettari di tunnel freddi completamente divelti o gravemente danneggiati, con pesanti conseguenze sulle coltivazioni orticole sottostanti. Le violente raffiche, soffiando anche a livello del terreno, hanno inoltre asportato la naturale copertura fogliare di circa 120 ettari coltivati a melone e zucca, lasciando i frutti improvvisamente esposti ai raggi solari. Una condizione che rischia di provocare ustioni e danni qualitativi tali da renderli non più commercializzabili. A completare un quadro già estremamente pesante sono intervenute grandinate a macchia di leopardo, con chicchi in alcuni casi grandi come noci, che hanno aggravato la situazione dei frutteti, già duramente colpiti dagli eventi atmosferici del 29 maggio scorso, quando gran parte della produzione risultava già compromessa”.
Danni rilevanti vengono segnalati anche alla coltivazione del tabacco Bright, tipica del Basso Veronese. Le piante piegate dalla forza del vento richiederanno, ove possibile, un impegnativo lavoro manuale di riallineamento per tentare di salvaguardare almeno in parte la produzione. Neppure il mais è uscito indenne dall’ondata di maltempo. Le raffiche hanno provocato fenomeni di allettamento stimati attorno al 15% delle superfici interessate, con possibili ripercussioni sulla resa produttiva e sulle operazioni di raccolta. Il vento ha inoltre fatto cadere a terra molta frutta ormai prossima alla raccolta e provocato l’abbattimento di numerosi alberi lungo i campi coltivati.
“Prima ancora di poter riprendere le normali lavorazioni, molte aziende sono oggi impegnate nella rimozione delle piante cadute, nella bonifica dei terreni e nel ripristino delle strutture danneggiate, con un enorme impiego di tempo e risorse – riferisce il presidente di Cia Verona -. A rendere ancora più difficile la situazione interviene il crollo dei prezzi all’origine. Il melone viene oggi pagato appena 0,40-0,50 euro al chilogrammo, contro 0,50-0,60 euro dello scorso anno, mentre le zucchine non raggiungono 0,30-0,35 euro al chilogrammo, quotazioni che in molti casi non consentono nemmeno di coprire i costi di produzione. Di fronte al ripetersi di eventi meteorologici estremi che provocano danni sempre più devastanti alle produzioni e alle strutture aziendali, è ormai indispensabile un cambio di passo nelle politiche di sostegno al comparto agricolo. Occorre rivedere gli strumenti destinati sia ai ristori dei danni subiti sia al ripristino delle strutture produttive, affinché gli interventi siano più rapidi, adeguati ed efficaci. Nei prossimi giorni Cia Agricoltori Italiani Verona presenterà una proposta organica in questa direzione”.



