«Chi si disinteressa delle questioni industriali si disinteressa del Paese». Lo afferma il presidente di Confimi Apindustria Verona, Claudio Cioetto, intervenendo sulla situazione dell’ex Ilva dopo l’informativa al Senato del ministro Adolfo Urso, che nei giorni scorsi si è svolta davanti a un’aula quasi semivuota. «È un fatto inaccettabile – sottolinea Cioetto –. Si percepisce nei rappresentanti istituzionali una scarsa attenzione nei confronti di Acciaierie d’Italia, il nome di quella che un tempo era l’Ilva e che resta tuttora il principale gruppo italiano. Su questioni così strategiche per il futuro della manifattura e, di conseguenza, per l’intero tessuto delle piccole e medie imprese, il mondo politico deve cambiare passo».
Secondo quanto riferito dalle agenzie, durante l’informativa del ministro Urso erano presenti in aula solo una trentina di parlamentari. «A qualcuno – prosegue Cioetto – non è chiaro che stiamo parlando di una delle vertenze industriali più importanti del Paese, perché riguarda un’industria chiave per filiere produttive legate alla lavorazione dell’acciaio».
La vicenda arriva in un momento decisivo per l’ex Ilva. Come riferito dal ministro Urso, è stata presentata una manifestazione di interesse per l’intero complesso siderurgico. «Il ministro ha parlato di un piano industriale ambizioso, staremo a vedere – osserva il presidente –. È in corso inoltre una trattativa anche con un altro gruppo finanziario. L’auspicio è che si arrivi rapidamente a una soluzione che garantisca stabilità e prospettive al comparto».
«Si tratta di vicende che possono sembrare lontane dal nostro territorio, ma che in realtà riguardano da vicino molte imprese della filiera metalmeccanica. Il rilancio dell’acciaieria non è solo nell’interesse delle comunità locali coinvolte, ma anche di tutte quelle aziende che operano in settori dipendenti da un approvvigionamento di acciaio stabile e competitivo», conclude Cioetto.



