«La mobilitazione del Brennero riaccende i riflettori su un nodo che non è più rinviabile: la modifica del codice doganale e la tutela reale del made in Italy, tema che porterò al Parlamento europeo. E’ innegabile il valore aggiunto che le nostre aziende di trasformazione riescono a creare, ma l’utilizzo di materie prime italiane qualificherebbe in modo univoco il “made in Italy”, in modo inequivocabile. Ricordo anche che quella sul codice doganale è l’altra faccia della medaglia della richiesta di etichettatura di origine, per Paese, su tutti i prodotti agricoli. È un equilibrio tra esigenze diverse. Rafforzare etichettatura e codice doganale significa restituire valore al primo anello della filiera e dare ai consumatori strumenti di scelta consapevole. Se vogliamo difendere davvero il made in Italy, servono norme più chiare e stringenti. La mobilitazione di oggi va in questa direzione e merita una risposta anche a livello europeo». Così Paolo Borchia, capodelegazione della Lega al Parlamento europeo e segretario provinciale, a margine della protesta degli agricoltori al Brennero.



