COIN, doppio aumento di capitale e stop alla chiusura

«Dopo aver concluso con successo la fase di messa in sicurezza dell’azienda con l’ingresso della nuova compagine azionaria e l’aumento di capitale, la società prosegue nell’attuazione del piano industriale registrando risultati positivi già nei primi cinque mesi della nuova gestione. Grazie a piani d’azione a tutto campo, che spaziano dall’ottimizzazione del brand mix alla riduzione dei costi operativi, i principali indicatori di performance economica d’impresa confermano la bontà del percorso intrapreso: si è registrato infatti un miglioramento della redditività operativa, oltre ad un deciso incremento nell’ultimo trimestre 2025 del flusso dei visitatori nei negozi dell’insegna.

Nel corso dell’incontro odierno tenutosi a Roma con il MIMIT e le Organizzazioni sindacali, l’Azienda ha informato circa l’andamento aziendale dei primi cinque mesi di gestione. Al contempo è stato confermato l’impegno degli azionisti a sostenere fattivamente il rilancio di Coin. Proprio in questa direzione, con l’intento di sostenere ulteriormente ed accelerare il processo di ritorno ad una sostenibilità definitiva del business la società ha comunicato che gli azionisti si sono resi disponibili a valutare un nuovo intervento sul capitale nel 2026. Tale apporto verrebbe destinato ad investimenti nella rete dei negozi e alla trasformazione digitale dell’impresa. In parallelo, sono in corso di definizione partnership commerciali strategiche con gruppi internazionali leader di settore, a conferma della bontà del modello di business e della sua attrattività. Tali partnership porteranno importanti interventi di rinnovamento degli spazi espositivi, affiancati ad un piano marketing dedicato, volto ad incrementare i clienti nei punti vendita e a puntare ad una customer experience distintiva.

Particolare argomento di trattazione nell’odierno confronto tra l’Azienda, le Organizzazioni sindacali e il Ministero, che continua nel suo impegno e nel ruolo di centralità strategica, sono stati anche gli interventi necessari alla gestione del personale in alcuni negozi della rete: la società conferma in primis la volontà di continuare a presidiare tutti i territori in cui è storicamente presente, ed in particolare nelle storiche sedi venete di Verona e Mestre, cercando attivamente soluzioni alternative nelle città in cui sono state annunciate le chiusure e in secondo luogo, l’impegno ad utilizzare ammortizzatori sociali che garantiscano il mantenimento dell’impiego per tutti i negozi coinvolti, gestendo con responsabilità ed attenzione le persone e la stabilità occupazionale, senza ricorrere a licenziamenti collettivi, a tutela degli oltre mille lavoratori della rete di vendita.»