Nei primi 9 mesi del 2025, il mercato immobiliare residenziale in Italia continua a mostrare segnali di dinamismo, raggiungendo quasi 548.287 compravendite (+9,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno). Anche il Veneto ha registrato un aumento delle compravendite del +11,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, un dato che posiziona la regione all’8o posto per variazione percentuale. Ma quali sono le citta’ capoluogo con il mercato residenziale piu’ attivo nella regione? Secondo l’analisi di Abitare Co., societa’ di intermediazione e servizi immobiliari specializzata in nuove costruzioni, Belluno e Treviso sono le citta’ piu’ vivaci con una crescita rispettivamente del 34,4% e del 14,9%. Al terzo posto Vicenza (+13,3%), seguita da Verona (+12,9%), Rovigo (+10,2%), Venezia (+5,2%). Chiude la classifica regionale Padova, unica tra le citta’ venete a registrare un calo del 1,2%. Secondo l’analisi di Abitare Co., da gennaio a settembre 2025 ben 83 citta’ capoluoghi di provincia hanno chiuso in positivo. Tra le piu’ vivaci spiccano Frosinone (+45,1%) e Sondrio (+34,6%). Belluno si posiziona in terza posizione (+34,4%), seguita da Grosseto (+29,3%), Catanzaro (+26,5%), Campobasso (+25,7%), Siena (+25,6%), Imperia (+22,8%), Pavia (+21,4%) e Massa (+21,3%). Guardando alla classifica nazionale, le altre citta’ venete restano fuori dalle prime 10 posizioni. Treviso si colloca al 31esimo posto, seguita da Vicenza (37esima), Verona (40esima), Rovigo (50esima); piu’ indietro troviamo Venezia (72esima) e Padova (90esima). Verona, invece, si conferma una delle realta’ italiane dove si sconta di meno il prezzo in trattativa. Nelle grandi citta’ si registra una riduzione della scontistica a -7,9% del primo semestre del 2025, in leggero calo rispetto a -8,3% del primo semestre del 2024, a motivo di una bassa offerta e della preferenza accordata da parte dei potenziali acquirenti a immobili in buono stato o ristrutturati. Lo sconto medio piu’ basso spetta a Bologna (-5,8%), seguita appunto da Verona (-6,1%) e Milano (-6,3%). A seconda della vetusta’ dell’immobile si registra un ribasso maggiore per le tipologie usate (-7,8%) rispetto a quelle ristrutturate (-7,0%) e nuove (-5,0%). Le prime, infatti, quasi sempre necessitano di interventi di riqualificazione e, di conseguenza, si tratta maggiormente sul prezzo alla luce degli ulteriori costi che si dovranno poi sostenere per rimodernare l’abitazione. Informazioni interessanti arrivano dai ribassi praticati a seconda delle classi energetiche dell’immobile: si va da -5,1% per gli immobili in classe A e -8,4% per quelli in classe G. Sconti piu’ importanti, 10,4%, si evidenziano per l’acquisto degli immobili a uso investimento che contano sul potere di acquisto dell’acquirente. In base alle tipologie compravendute si riscontra una contrazione superiore alla media per i monolocali (-9,5%) e per le soluzioni popolari (-10,0%). Sale la scontistica per le soluzioni seminterrate (-11,6%), per quelle disposte su piu’ livelli (-9,0%) e per quelle posizionate a piano terra (-8,3%); si scende a -6,8% se il piano terra e’ dotato di giardino. I piani alti e gli ultimi piani hanno ribassi piu’ contenuti (-7,2% e -7,1%). Risultato abbastanza prevedibile visto che si tratta di tipologie sempre piuttosto ambite e poco presenti sul mercato.



