Confagricoltura, dalla grandine danni al 50% per moltissime colture

Danni fino al 50% su uva, frutta, mais, riso, soia e alle strutture agricole. L’agricoltura scaligera conta, ancora una volta, le perdite in seguito all’ultima tempesta, che si è abbattuta su Verona l’altra notte. A parte la Valpolicella e il lago di Garda, tutta la provincia è stata flagellata da bombe d’acqua, grandine e forte vento.

“Purtroppo sta accadendo quello che temevamo – commenta Alberto De Togni, presidente di Confagricoltura Verona -. Per avere acqua, quest’estate, dobbiamo passare attraverso tempeste devastanti, che causano danni ingentissimi in tutta la provincia alle coltivazioni, ma soprattutto alle strutture: dagli scoperchiamenti dei tetti agli allagamenti, dalle rotture di piante all’interruzione della linea elettrica. Ormai ogni estate è un disastro annunciato, con aziende in ginocchio, produzioni compromesse e la difficoltà di far quadrare i bilanci. Anche stavolta chiediamo che venga riconosciuta l’eccezionalità dell’evento e siano attivate tutte le misure necessarie per garantire liquidità alle aziende e consentire loro di affrontare le conseguenze di questi eventi meteorologici estremi, ormai diventati normalità”.

Per la frutta è una Caporetto: pere, mele, kiwi, pesche e uva sono state fortemente danneggiate. Anche per le orticole si fa la conta delle perdite, tra zucche e zucchine squartate e pomodori rovinati. Nel Basso Veronese danni fino al 50% danni maggiori su colture primaverili estive di primo e soprattutto secondo raccolto come mais e soia (da 20% a 50% in fase di stima), ma anche sul riso. Tra Buttapietra, Caselle di Sommacampagna e Salizzole la grandine ha battuto forte: interi campi di tabacco e mais completamente rovinati.

Una tromba d’aria ha colpito l’azienda agricola di Pietro Spellini, in passato vicepresidente di Confagricoltura Verona, a Corte Fornaci, in provincia di Villafranca: tetti scoperchiati nelle strutture adibite a magazzini, locali allagati, alberi sradicati.