Alla luce dell’evoluzione dello scenario internazionale a seguito della crisi in Medio Oriente, Confindustria Verona ha attivato un canale, dedicato alle imprese associate per raccogliere segnalazioni puntuali sulle criticità che stanno emergendo, denominato “Linea Rossa”. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di monitorare in tempo reale gli effetti della situazione geopolitica sul tessuto produttivo locale.
“Verona ha un sistema produttivo fortemente orientato ai mercati esteri: l’export della provincia di Verona supera i 15 miliardi di euro l’anno, con filiere strategiche che spaziano dalla meccanica all’agroalimentare, dal marmo alla logistica. È evidente quindi che ogni nuova tensione geopolitica e commerciale ha effetti immediati anche sulle nostre imprese” ha affermato il presidente di Confindustria Verona, Giuseppe Riello, commentando l’evoluzione dello scenario internazionale e le possibili ripercussioni sull’economia del territorio.

“Ogni conflitto ha implicazioni drammatiche prima di tutto dal punto di vista umanitario ma anche sul fronte economico generando preoccupazione ed incertezza. Questo conflitto in particolare, si inserisce in un’area già complessa e la storia recente ci ha mostrato come diverse catene di fornitura di merci ed energia dipendano direttamente dalla stabilità di questa zona” continua Riello. L’escalation delle tensioni, infatti, sta già producendo effetti sui mercati finanziari ed energetici. “Nei giorni successivi all’esplosione del conflitto – osserva Riello – si è registrata una forte volatilità sui mercati: il petrolio è tornato a oscillare vicino agli 80 dollari al barile, dopo aver registrato nei giorni scorsi rialzi a doppia cifra, mentre il gas europeo ha toc cato i 45 euro al megawattora, con aumenti molto significativi e un livello di volatilità elevato”.
Anche le borse internazionali stanno reagendo con cautela all’instabilità geopolitica. “Gli indici azionari europei stanno registrando movimenti altalenanti, con fasi di correzione legate ai timori per l’energia e per la sicurezza delle rotte commerciali. Quando i mercati percepiscono instabilità in un’area strategica come il Golfo Persico, la reazione è immediata: salgono le materie prime energetiche, cresce l’incertezza finanziaria e aumentano i costi per le imprese”.
Particolare attenzione è rivolta alla situazione nello stretto di Hormuz, snodo cruciale per l’economia globale. “Da quell’area transita circa un quinto del petrolio mondiale e circa il 20% del commercio globale di GNL. Qualsiasi rallentamento o rischio per la navigazione in quel corridoio strategico può avere effetti immediati sui prezzi dell’energia e sui costi di trasporto”.
Da qui la scelta di Confindustria Verona di attivare “Linea Rossa” una task force che possa raccogliere dalle imprese associate segnalazioni puntuali sulle criticità che stanno emergendo a seguito della crisi che dall’Iran rapidamente si è estesa ad altre aree. L’obiettivo è di monitorare in tempo reale le ricadute sul tessuto produttivo locale. La task force dedicata può essere contatta alla mail: linearossa@confindustria.vr.it
“Le conseguenze per il sistema industriale possono riguardare diversi ambiti – spiega Riello – dalle limitazioni nei trasporti internazionali all’incertezza nelle forniture e nelle spedizioni, fino alle criticità nella gestione degli ordini e alle eventuali difficoltà legate all’assistenza ai lavoratori presenti nell’area interessata dal conflitto”.
“Si tratta di problematiche complesse, la cui reale portata è ben nota alle imprese che le affrontano quotidianamente. Per questo motivo abbiamo chiesto alle aziende del territorio di segnalare con tempestività le criticità più urgenti e di interesse generale, così da poterle rappresentare nelle sedi confindustriali e nei confronti delle istituzioni nazionali”.



