E’ stato firmato il “Patto territoriale di corresponsabilità”, firmato dai Consorzi di Bonifica Alta Pianura Veneta, Adige Po, Delta del Po, LEB e
Veronese. Un impegno comune per promuovere una gestione della risorsa idrica basata su collaborazione, responsabilità condivisa e dialogo costante tra istituzioni, territori e comunità. La firma è avvenuta durante il convegno “Acqua, territorio, comunità: strategie di sistema”, promosso dal Consorzio di Bonifica Veronese e da ANBI Veneto nella sede della Genovesa a Verona, in occasione della Settimana nazionale della Bonifica e dell’Irrigazione 2026.
Al convegno sono intervenuti anche l’assessora regionale all’Ambiente, Clima, Protezione civile e Parchi Elisa Venturini e, per la Provincia di Verona, il vicepresidente Luca Trentini. Il confronto tecnico tra i Consorzi ha visto la partecipazione di Carlo Bendoricchio, direttore generale del Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta; Marco Volpin, direttore generale del Consorzio di Bonifica Adige Po; Rodolfo Laurenti, direttore generale del Consorzio di Bonifica Delta del Po; Paolo Ambroso, direttore unico del Consorzio di Bonifica LEB; Luca Antonini, direttore generale del Consorzio di Bonifica Veronese; e Alex Vantini, presidente di ANBI Veneto.
Ad aprire i lavori è stato Luca Antonini, che ha richiamato il valore storico delle opere di bonifica e irrigazione nella costruzione del paesaggio veneto. “Il territorio che vediamo oggi non è casuale – ha spiegato – ma è il risultato di interventi, canali, opere e manutenzioni portati avanti da generazioni. Oggi però tutto questo deve misurarsi con il cambiamento climatico, la riduzione delle portate e il rinnovo delle concessioni idriche”.
Proprio la questione delle concessioni di derivazione dall’Adige è stata indicata come uno dei nodi decisivi per il futuro. Il rinnovo delle autorizzazioni, la riduzione delle portate del fiume e la necessità di garantire il deflusso minimo vitale rappresentano una sfida delicata per i Consorzi. Per il Veronese, ha ricordato Antonini, si parla di concessioni per circa 78 metri cubi al secondo di prelievo dall’Adige, indispensabili per il funzionamento della rete irrigua. “Non è una questione che riguarda solo i Consorzi – ha sottolineato – ma l’intero territorio. La disponibilità o meno di acqua cambia le prospettive dell’agricoltura, dell’ambiente e delle comunità locali”.
Antonini ha poi evidenziato la necessità di investire in riconversioni irrigue, risparmio idrico e sistemi di ricarica della falda, di fronte a un territorio segnato da eventi meteorologici estremi, scarsità idrica e progressivo impoverimento delle risorgive. “I Consorzi da soli non bastano – ha spiegato – serve una corresponsabilità diffusa”.
Il presidente del Consorzio di Bonifica Veronese e di ANBI Veneto Alex Vantini ha definito la firma del Patto “un passaggio politico e culturale importante”. “L’acqua è il vero tema strategico dei prossimi decenni – ha dichiarato – e oggi i Consorzi del Veneto scelgono di assumersi insieme una responsabilità condivisa verso i territori. Non parliamo solo di agricoltura, ma di sicurezza idraulica, ambiente, paesaggio e qualità della vita”.
Vantini ha inoltre richiamato la necessità di rafforzare il rapporto con cittadini e amministrazioni. “La bonifica non è una realtà distante o solo tecnica. È ciò che permette a questo territorio di esistere così come lo conosciamo. Serve una nuova consapevolezza collettiva sul valore dell’acqua e sul lavoro quotidiano necessario per governarla”.
L’assessora regionale Elisa Venturini ha sottolineato il valore del Patto come modello di governance territoriale partecipata. “La gestione della risorsa idrica richiede oggi capacità di fare sistema. La Regione Veneto guarda con attenzione alle esperienze che mettono insieme istituzioni, consorzi e comunità locali, perché il cambiamento climatico impone risposte coordinate e non più rinviabili”.
La seconda parte del convegno è stata dedicata agli strumenti di governance partecipata del territorio: Contratti di Fiume, Osservatori del Paesaggio ed Ecomusei. Sono intervenuti Francesco Vallerani, senior researcher dell’Università Ca’ Foscari di Venezia; Benedetta Castiglioni, docente di Geografia dell’Università di Padova e membro del Comitato scientifico dell’Osservatorio regionale per il Paesaggio; e Isabella Bertolaso, presidente di Humanitas Act e direttrice di AQUAE PLANAE – Ecomuseo della Pianura Veronese.
Dal confronto è emersa la necessità di costruire una vera cittadinanza idraulica, capace di coinvolgere le comunità nella conoscenza e nella tutela di canali, risorgive, fiumi, paesaggi agrari e opere di bonifica. La firma del Patto territoriale di corresponsabilità diventa così un impegno pubblico a lavorare insieme per garantire acqua, sicurezza idraulica, equilibrio ambientale e sviluppo sostenibile ai territori veneti.



