Consorzio ZAI, anche oggi il governo ha “schifato” la proroga del Cda decaduto. Si chiude lunedì?

A chiacchiere stiamo a zero: il Consiglio dei ministri neppure oggi affronterà l’oramai fantomatico “decreto infrastrutture” che avrebbe dovuto portare alla proroga di un anno del consiglio d’amministrazione – quello decaduto il 25 ottobre scorso e rimpiazzato per sei noni dagli azionisti Comune di Verona e Camera di commercio – del Consorzio Zai per consentire di avviare le procedure della ZES, la zona economica semplificata di cui dovrebbe, altro condizionale, beneficiare il Quadrante Europa.

Nulla di tutto questo come dimostra la fotografia dell’ordine del giorno odierno del CDM. Quindi, nessuna proroga e strada spianata verso il Commissariamento da parte della Regione Veneto. Oggi in Fieracavalli, il presidente Alberto Stefani ne ha parlato coi tre azionisti della ZAI (Comune, Provincia e Camera di commercio) e quindi Damiano Tommasi, Flavio Massimo Pasini e Paolo Arena. Nessn rumor al riguardo su quanto i quattro si sono detti. Il commissariamento piacerebbe al centrodestra – si dice – perchè darebbe alla Lega un posto per sette mesi che poi potrebbe venir riconfermato dopo le elezioni amministrative (sia che vinca il centrodestra sia che vinca Tommasi nel caso il commissario sia una figura tecnica: una politica già applicata in Fiera e in Acque Veronesi) e abbasserebbe la tensione nella coalizione permettendo di arrivare prima ad una candidatura unitaria. Illazioni e speculazioni abbondano in questi giorni. C’è un dato tecnico, però: lo Statuto della Provincia prevede che nello stallo del consiglio provinciale le nomine vengano fatte direttamente dal Presidente. Questo soprattutto nel passaggio fra un Consiglio ed un altro ed in effetti la composizione del nuovo Consiglio, con le corrette indicazioni degli eletti, è avvenuta appena due settimane fa.

Provvederà allora Pasini “manu militari” – il piglio non gli manca da ex ufficiale di complemento degli Alpini – oppure si andrà ad una nuova votazione lunedì prossimo? Assai probabilmente sarà stato questo l’oggetto delle discussioni fra i tre azionisti e il presidente della Regione.