Dalla cooperazione universitaria tra Italia e Africa a progetti in collaborazione con diverse realtà del territorio impegnate nella cooperazione internazionale allo sviluppo: è un quadro articolato e in evoluzione quello emerso lunedì 23 marzo al Rettorato dell’Università di Verona, dove si è fatto il punto sulle esperienze di cooperazione internazionale allo sviluppo promosse dall’ateneo.
Nella Sala Barbieri si è svolto un incontro che ha unito bilancio e prospettive, in occasione della conclusione del progetto europeo Tne UnitAfrica. L’iniziativa, organizzata dalla Cooperazione internazionale allo sviluppo dell’Università di Verona in collaborazione con il Comune di Verona, si è aperta con i saluti istituzionali di Stefania Pontrandolfo, referente della rettrice per la Cooperazione internazionale allo sviluppo, e di Francesco Fasoli, consigliere comunale delegato dal sindaco alla cooperazione internazionale allo sviluppo. All’evento ha partecipato una rappresentanza della comunità accademica e dei partner territoriali impegnati in questo ambito.
Al centro dell’incontro, la presentazione dei risultati del progetto Unitafrica – Empowering the Academic Cooperation between Italy and Africa, finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del Pnrr – NextGenerationEU. Il progetto, coordinato dall’Università di Brescia e sviluppato all’interno della rete Cucs, ha coinvolto 21 università italiane e 78 africane, con l’obiettivo di rafforzare la cooperazione accademica tra Italia e Africa attraverso formazione congiunta, ricerca e mobilità.
Nel corso dell’ultimo anno, UnitAfrica ha reso possibili numerosi scambi tra studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo, promuovendo un modello di apprendimento reciproco. Per l’Università di Verona, le attività si sono concentrate in particolare sulle collaborazioni con l’Université Cheikh Anta Diop di Dakar e con la Universidade Eduardo Mondlane di Maputo, nell’ambito delle quali sono state realizzate 16 mobilità tra il 2025 e il 2026.
Spazio anche al progetto Manqàla, sviluppato in collaborazione con la Fondazione Nigrizia, che intende valorizzare il patrimonio culturale e scientifico dei Padri Comboniani attraverso attività di ricerca, formazione e divulgazione sul territorio, coinvolgendo, oltre alla Cooperazione internazionale, anche due dipartimenti dell’ateneo.
Un ulteriore focus è stato dedicato alle collaborazioni in ambito sanitario con PalMed Italia, l’associazione dei medici palestinesi in Italia. A partire dalle prime missioni mediche a Gaza, l’Università di Verona ha avviato un percorso volto alla definizione di un accordo quadro per sostenere la formazione e lo scambio professionale del personale sanitario palestinese.



