“Così Tommasi ha gettato il super-bonus”

(b.g.)

La notizia sta nelle pieghe della lettera al direttore de L’Arena che Maurizio Ascione Ciccarelli, avvocato veronese, presidente dell’Agec ai tempi dell’amministrazione Sboarina; lettera che il quotidiano cittadino ha pubblicato domenica 29 marzo. Il tema è quello dell’accesso alla casa – riproposto con forza dalla vicenda del social housing Il Borgo – nella nostra città dove, va detto, non mancano gli immobili liberi tanto pubblici che privati.
Più che nel Borgo, Ascione punta il dita sulle politiche comunali per la casa in una città, Verona, dove un referendum fra i cittadini portò alla fondazione dell’Agec. L’avvocato scaligero pone soprattutto l’accento sulla carenza, o assenza, di visione da parte di questa amministrazione che ha lasciato incancrenire una situazione già complessa.

Esattamente, a cosa si riferisce?
«A seguito dell’elezione di Tommasi (26 giugno 2022) ho atteso l’insediamento della nuova amministrazione per avere immediatamente un incontro con il Sindaco in qualità di Presidente di Agec. A quel tempo, infatti, avevo un fortissimo interesse a non disperdere il lavoro svolto e che aveva enormemente occupato lo scrivente e gli uffici aziendali: accedere al Superbonus per rinnovare larga parte del patrimonio immobiliare, un’occasione storica, irripetibile. Avevamo predisposto tre lotti di immobili che necessitavano, almeno per il primo lotto in stato più avanzato, il completamento dell’iter deliberativo per poter ottenere i finanziamenti statali».

E cosa è successo?
«Il 5 luglio 2022 ho incontrato il Tommasi e un suo collaboratore ai quali ho spiegato quali erano le urgenze aziendali su cui intervenire, proponendogli di dare continuità al Cda da me presieduto per almeno un semestre, ovvero rinnovare immediatamente le cariche, così da consentire di non interrompere l’iter decisionale per accedere al Superbonus, obiettivo strategico che avrebbe consentito il rinnovamento di moltissimi immobili e garantito una casa dignitosa ed accogliente per molti concittadini.
Ho subito compreso di avere di fronte persone che non avevano idea di cosa parlassi: mi sono state rivolte domande sul funzionamento di Agec, su quali competenze avesse il Consiglio di amministrazione, sui rapporti tra Agec e il Comune, sulla tipologia di immobili di proprietà dell’azienda e dove si trovassero. Ricordo ancora lo stupore del Sindaco e quando gli ho riferito – a conferma che la mia disponibilità a restare in carica per il tempo minimo utile a completare il lavoro era priva di secondi fini – che il Cda di Agec opera senza compenso».

E quindi?
« Sono stato evidentemente frainteso: in politica c’è sempre il rischio di essere percepiti come interessati e con secondi fini, ma nel mio caso il tempo occupato come Presidente di Agec è stato tolto al mio lavoro, con l’unica grande soddisfazione di poter contribuire al benessere dei veronesi».

Dopo questi incontri è cambiato qualcosa?
«Vuole sapere il risultato? Nulla di fatto, silenzio assoluto. Ho proseguito la mia attività presiedendo poche sedute di Cda per i soli atti di ordinaria amministrazione (01.07.22, 19.07.22 e 26.07.22) ed il nuovo Cda di Agec è stato nominato solo a metà ottobre 2022, ovvero a distanza di 4 mesi dall’insediamento del Sindaco. Nel frattempo è stato emanato (come era a quel tempo prevedibile) il Decreto-legge 176/2022 con cui il Superbonus è stato ridotto per i condomini dal 110% al 90% (poi è intervenuto il blocco della cessione del credito e lo sconto in fattura), rendendo così irrealizzabile per Agec accedere a tale strumento non potendo assumere, nemmeno in minima parte, oneri finanziari che avrebbero impattato sul budget aziendale».

Che lezione ne ha tratto?
«La verità è che serve più competenza e attenzione, in particolare per i temi sociali; se manca una strategia chiara sono le persone più deboli a subire il contraccolpo della sciatteria amministrativa».