Crédit Agricole al 29,9% del Banco. E adesso spunta il rischio di cessione di sportelli nel Veronese come chiesto dalla Bce

Dalla padella nella brace. Il Golden Power rischia di essere un boomerang per il governo Meloni. Bloccata l’offensiva di Unicredit sul Banco Bpm ora si trova a dover fare i conti con la scalata strisciante ma decisa del Credit Agricole. La Bce ha autorizzato il colosso francese che in Italia ha già inglobato nel Nord Est la Popolare FriulAdria (ex quartier generale a Pordenone ma filiali in Veneto e Friuli Venezia Giulia) e Cassa Parma a salire dal 19,8% attuale al 24,9% e poi fino al 29,9%, la soglia da Opa obbligatoria del 30% del gruppo di credito con base a Milano ma grande radicamento nel Veronese dove ha ereditato le attività della Popolare. Unica condizione: evitare il controllo di fatto sul Banco Bpm attraverso un massimo di 7 consiglieri di nomina francese sui 15 del cda, tutelando il patto degli azionisti di minoranza (fondazioni e casse, 6 seggi garantiti) che oggi controlla il 5,93% dell’istituto dopo la cessione di quote di Fondazione CariLucca. Insomma, il terzo polo italiano rischia di parlare francese con tanti saluti agli slogan sbandierati dal governo e ai muri alzati dalla Lega sulla sua banca lombardo-veneta. Ora, dopo l’aggregazione con Mediobanca, la banca di sistema è il Monte Paschi, dove peraltro il Banco ha il 3,7% del capitale. E qui salta all’occhio un’altra ricaduta pesante: I francesi tenuti fuori dalla porta di Generali (di cui Mps controlla oltre il 13%) rientrano dalla finestra con l’AgriBanco. Un bel paradosso che potrebbe diventare un cortocircuito anche politico. Anche perché la nuova grande aggregazione da risiko in costruzione – che potrebbe essere ufficializzata nelle due tappe dalla Bce nelle prossime ore avrà delle ricadute anche a livello operativo. In Lombardia e anche in Veneto, dove il Banco ha 165 filiali su un totale in Italia di oltre 1370 e l’Agricole ne ha una novantina. Già con l’ipotesi di fusione con Unicredit era già scattato l’allarme antitrust territoriale con possibile ordine Bce di cedere sportelli, con rischi soprattutto con la presenza su Verona. E potrebbe spuntare Bper.

Chiara Clini