Dalla Regione 23 milioni ai sindaci per la sicurezza stradale e nuovi impianti sportivi. Ruzza: “Investimento per i veneti”

“Una boccata d’ossigeno da 24 milioni di euro per dare risposte a chi amministra i territori e sbloccare opere attese da tempo, senza gravare sui bilanci comunali”. Con queste parole l’Assessore regionale a Mobilità, Trasporti e Lavori pubblici, Diego Ruzza, commenta il via libera della Giunta al pacchetto di investimenti inserito nel Bilancio di previsione 2026-2028. Il documento è ora al vaglio delle commissioni consiliari e successivamente sarà discusso in aula.

“18 milioni di euro sono destinati al rifinanziamento della Legge Regionale 39 così da consentire lo scorrimento della graduatoria degli interventi a favore della mobilità e della sicurezza stradale – spiega Ruzza –. Un investimento a tutela di chi percorre la rete viaria regionale, con un’attenzione particolare agli utenti più vulnerabili della strada”.

Spazio anche alla riqualificazione dell’edilizia sportiva con un milione di euro aggiuntivo per interventi di riqualificazione degli impianti. “Azzeriamo le liste d’attesa per i contributi – prosegue l’Assessore – garantendo ai cittadini spazi moderni, sicuri e rinnovati per l’attività fisica e l’aggregazione”.

A completare la manovra, l’iniezione di 5 milioni di euro nella Legge Regionale 27, il fondo per le opere urgenti sotto i 200 mila euro. “È lo strumento più snello che abbiamo – conclude Ruzza –. Ci permette di essere al fianco dei sindaci nelle emergenze impreviste: dalla riparazione di una strada al ripristino dell’illuminazione pubblica. È la prova che la Regione non è un ente lontano, ma un partner solido e operativo a fianco dei sindaci per garantire risposte alle comunità locali”.

“Abbiamo lavorato con determinazione, attraverso un’oculata operazione di spending review, per reperire nuove risorse da destinare ai nostri Comuni – ha precisato l’assessore al Bilancio, Filippo Giacinti, che aggiunge -. Una volta terminato l’iter in Consiglio comunale daremo avvio ad un percorso partecipativo per condividere le scelte con il territorio. Nelle varie province incontrerò amministratori locali, rappresentanti del settore sanitario e sociale, categorie economiche, parti sociali e realtà del terzo settore. L’autonomia e una programmazione responsabile, infatti, devono nascere dal coinvolgimento diretto dei territori”.