Nell’anno che la Daytona Race ha perso il suo presidente e fondatore Dario Lorenzini, Andrea Buttura porta un sorriso nella scuderia veronese grazie ad una stagione praticamente impeccabile nel Campionato Italiano Velocità Salita Autostoriche.
Già al secondo anno dal suo debutto nella massima serie del CIVSA il pilota scaligero ha messo a frutto l’esperienza maturata la passata stagione, e con la sua Fiat Giannini 650 del 1972 si è aggiudicato il titolo italiano della Classe TC 700, periodo H1, del 2° Raggruppamento, chiudendo poi anche al secondo posto nella classifica generale sempre del 2° Raggruppamento.
Risultato che corona una carriera ed una passione iniziata a dodici anni con i kart e proseguita fino al 2013. Nel 2015 è avvenuto il passaggio alla Fiat 500, prima con gli slalom e l’anno successivo nelle cronoscalate con l’esordio alla Trento – Bondone, l’università delle salite.
Per Buttura il ruolino di marcia di questa stagione parla per lui, con la bellezza di cinque vittorie di classe e due secondi posti su otto gare disputate, con un solo ritiro all’attivo, risultati che la dicono lunga sulle prestazioni sfoderate dal pilota veronese.
Scendendo nei particolari, il portacolori della Daytona Race è salito sul gradino più alto del podio alla Coppa della Consuma, alla Bologna – Raticosa, alla Guarcino Campocatino, al Trofeo Storico Lodovico Scarfiotti ed alla Coppa del Chianti.
La seconda piazza è arrivata alla Salita Storica Monte Erice ed alla Coppa Faro Pesaro, mentre l’unico colpo a vuoto è giunto alla Cesana Sestriere.
Da sottolineare che durante tutte queste gare, l’unica assistenza che Andrea ha avuto sul campo di gara è stata quella del padre Lino, ex pilota anche lui e grande appassionato, oltre che valido tecnico visti i risultati conseguiti dal figlio, con il motore invece curato da Elaborazioni Innocenti di Anghiari: “E’ stata una bella soddisfazione, al momento devo ancora metabolizzare del tutto quello che abbiamo fatto – esordisce il pilota – è stata una stagione lunga, ma che ci ha regalato grandi emozioni. Guardando le varie gare, sicuramente quella che mi è piaciuta di più è stata la Coppa del Chianti, chiaramente per la vittoria ma soprattutto per il tracciato misto veloce come piace a me, e per il territorio dove abbiamo corso, veramente una bella corsa da ogni punto di vista. Sotto l’aspetto tecnico, rispetto alla passata stagione abbiamo sviluppato l’assetto e aggiornato il motore, lavori che si sono rivelati tutti azzeccati per il risultato finale. E’ stato un bell’impegno, anche per mio padre che mi ha sempre seguito sui campi di gara, abbiamo lavorato assieme incessantemente perchè la macchina fosse sempre in ordine, togliendoci qualche soddisfazione anche sotto quel punto di vista, come a Pesaro quando tra il sabato e la domenica dovevamo sostituire il motore e l’abbiamo fatto in venticinque minuti, questa vittoria è anche merito suo.”
Il tempo di apprezzare a fondo questo risultato da incorniciare e per Andrea Buttura sarà già il momento di pensare alla prossima stagione, con una serie di progetti in via di definizione.
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