Debito, non si ferma la corsa

Le proiezioni al 2029 danno il quadro esatto del peso del passato sulla finanza nazionale

La tabella in questa pagina, realizzata dal centro studi di Unimpresa, fotografa le principali voci del bilancio nazionale da oggi sino al 2029.
Il Prodotto interno lordo crescerà di 204 miliardi, ma la spesa per la sanità e le pensioni crescerà ancora di più: la prima raggiungerà i 159,5 miliardi, la seconda i 390.
Il welfare, insomma, si mangerà poco meno del 22% del PIL. In tre anni il governo centrale spenderà 20,8 miliardi in più per interessi sul debito (parcheggiato al 138% praticamente stabilmente9 e taglierà di 5 miliardi di investimenti.
Ciò nonostante, per Unimpresa, l’Italia si prepara ad affrontare il biennio 2027-2028 con conti pubblici che, al netto della spesa per interessi, mostrano una capacità di tenuta significativa. Il dato più importante è il rafforzamento dell’avanzo primario: nel quadro a legislazione vigente il saldo positivo tra entrate e spese, esclusi gli interessi sul debito, passa da circa 28,8 miliardi di euro nel 2026 a 33,9 miliardi nel 2027 e 47 miliardi nel 2028. Nell’arco di due anni il miglioramento supera dunque i 18 miliardi di euro, mentre il deficit pubblico tendenziale si mantiene al 2,9% del Pil nel 2027 e scende al 2,7% nel 2028.
Nel quadro tendenziale, le entrate finali aumentano tra il 2026 e il 2028 di circa 46 miliardi, passando da 1.127 a 1.173 miliardi.
A sostenere questa dinamica contribuisce anche l’espansione del Pil nominale, che sale da 2.326 miliardi nel 2026 a 2.459 miliardi nel 2028, con un incremento di oltre 133 miliardi.
Il passaggio più delicato riguarda il debito pubblico.
Il rapporto debito/Pil, dopo il 138,1% del 2026, raggiungerebbe il 138,4% nel 2027 nel quadro tendenziale, per poi scendere al 137,7% nel 2028 e al 136,3% nel 2029.
L’aumento temporaneo risente anche degli effetti di cassa dei crediti fiscali edilizi maturati negli anni precedenti.
Lo scenario programmatico, che incorpora maggiori spese legate anche alla difesa e alla sicurezza energetica, prevede un deficit del 3,4% del Pil nel 2027 e del 3,2% nel 2028, valori superiori a quelli tendenziali. Anche in questo caso, tuttavia, il rapporto debito/Pil raggiungerebbe il massimo nel 2027, al 138,5%, per scendere al 137,9% nel 2028 e al 136,6% nel 2029. Il saldo primario programmatico rimarrebbe positivo, passando dallo 0,9% del Pil nel 2027 all’1,4% nel 2028. Il principale elemento rassicurante non è quindi l’assenza di pressioni sulla finanza pubblica, ma la capacità del bilancio di continuare a generare avanzi primari e di mantenere una traiettoria di riduzione del rapporto debito/Pil dal 2028 anche nello scenario che incorpora le nuove scelte di spesa.