Destra divisa, Marzotto ci prova

(di Giulio Ferrarini)

E’ ufficialmente bagarre a San Bonifacio per scoprire chi sarà il prossimo sindaco del Comune dell’Est Veronese.
“C’è una grandissima frammentazione ed è impossibile arrivare a un centrodestra unito. Per ricostruire una coalizione ci vorrà molto tempo o un miracolo”, spiega Debora Marzotto, già assessora nella giunta di Fulvio Soave, che ha deciso di mettersi in proprio e candidarsi come prima cittadina del comune sanbonifacese.
Dopo le dimissioni dell’ex primo cittadino, infatti, la situazione nel Centrodestra è più critica che mai e a correre per la poltrona ci sono ben 7 candidati: Gabriele Lain (Partito Democratico), Giampaolo Provoli (già sindaco di una colazione di centrosinistra e nel 2024 aveva sostenuto Antonio Verona), Maicol Faccini (Forza Nuova), Marco Andrioli (Parco Urbano e San Bonifacio bene comune), Mariano Dalla Valle (ex Lega) e appunto Debora Marzotto (già assessora nella Giunta di Soave).
“Nell’ex giunta erano stati messi tantissimi veti – continua Marzotto – e non c’è mai stata la possibilità di arrivare ad un centrodestra compatto: è sempre risultato impossibile risolvere le problematiche che abbiamo avuto”.
Marzotto ha poi sottolineato come lei sia stata una delle poche persone che non abbia ricevuto nessun veto e questo è un fattore che potrebbe essere decisivo durante le votazioni per le prossime elezioni che si terranno il 24 e 25 maggio. Inoltre, Marzotto ha rimarcato come lei sia di fatto stata una delle uniche persone a non volere le dimissioni di Soave in quanto con il successivo commissariamento il Comune si è trovato bloccato a livello burocratico.
Debora Marzotto ha una lunga esperienza politica: è stata candidata sindaco per il Comune di Pressana ed eletta membro Commissione Difensore Civico – Comune di
San Bonifacio. Inoltre, tra le altre cose, è stata presidente Ipab “Villa Grassi-Perosini” – Albaredo d’Adige.
“Infine – conclude Marzotto – è difficile fare una previsione su come potranno andare le elezioni, ma sono certa che i cittadini voteranno la persona o il singolo candidato e non i partiti politici. Quello che emerge è una grandissima delusione nei confronti dei partiti”.