DIVIETO DEL VELO NEI POSTI DI LAVORO CASALI: “CORRETTO”

“Le aziende europee possono vietare ai propri dipendenti di portare il velo islamico, così come possono vietare loro di indossare la kippah o ostentare altri segni, compreso quelli politici e filosofici. Finalmente una decisione che va nelle giusta direzione, rispettando le nostre radici e la nostra cultura cristiana. Sarebbe opportuno che anche la Legge italiana si adeguasse a tale sentenza, perché il velo, così come il burkini e il burqa sono simboli che non ci appartengono, simboli di imposizione, “oscurantismo” e fanatismo, che non rappresentano i nostri usi e costumi”. Così Stefano Casali, consigliere regionale e candidato sindaco per Verona Domani ha commentato la sentenza della Corte europea di Giustizia sul divieto di indossare il velo islamico nei luoghi di lavoro. “Se un’azienda, come accaduto in Belgio e in Francia, assume qualcuno, ha il diritto sacrosanto di chiedergli di mantenere un certo contegno e di rispettare gli usi e la cultura del paese che li ospita e rispettare la filosofia e i valori del proprio datore di lavoro. Bisogna tutelare le imprese e gli imprenditori da ricatti e derive islamiche. Il velo va vietato sempre, in ogni luogo di lavoro, pubblico o privato che sia. E’ inaccettabile che donne e uomini di fede islamica impongano ai datori di lavoro l’utilizzo dei loro costumi e dei loro simboli  in segno di fedeltà ad Allah – continua Casali – Il proibire di indossare il velo in azienda non rappresenta nessuna discriminazione. La discriminazione semmai, consiste proprio nel fatto di essere costrette a coprirsi il capo dai loro mariti e pretendere di imporre ed esibire tali costumi anche sul posto di lavoro. Purtroppo molte realtà non governative si stanno già mobilitando, probabilmente per interessi, in difesa del tanto decantato “melting pot arabo-europeo”, alla faccia dei nostri valori e della nostra religione” ha concluso il consigliere regionale.