La Regione piazza i suoi uomini all’Ater e all’Esu con Forza Italia che rafforza le sue posizioni in città; regge la Lega. Fratelli d’Italia fa da punto di equilibrio in attesa di capire quando si torna alle urne a Verona come a Roma
(di Christian Gaole)
Le caselle sono state riempite, ma i conti politici rimangono aperti. La nomina di Emanuele Tosi alla guida dell’Ater chiude formalmente la stagione delle trattative sulle partecipate regionali e apre quella delle valutazioni. Dietro la governance dell’ente che gestisce l’edilizia residenziale pubblica si legge, infatti, un messaggio politico preciso: Forza Italia cresce negli equilibri del centrodestra, la Lega conserva un ruolo centrale e l’intera coalizione guarda a un orizzonte che potrebbe cambiare più rapidamente del previsto. La partita veronese restituisce una fotografia dei rapporti di forza maturati negli ultimi mesi: la presidenza dell’Ater era una delle nomine più significative tra quelle in gioco sul territorio e il risultato viene letto come un successo politico per gli azzurri, che consolidano la propria capacità di incidere nelle scelte regionali e rafforzano una presenza sempre più visibile anche a Verona. Non è soltanto una questione di incarichi, le nomine rappresentano da sempre un indicatore dello stato di salute dei partiti e del loro peso nelle coalizioni. Da questo punto di vista, Forza Italia esce dalla partita con una legittimazione ulteriore e con la possibilità di rivendicare un ruolo crescente nelle future trattative. La Lega, però, non si annovera tra gli sconfitti, il Carroccio mantiene una presenza significativa nella governance dell’ente e si prepara a ottenere la vicepresidenza nel primo consiglio di amministrazione. Un passaggio considerato parte dell’equilibrio costruito nelle settimane precedenti e destinato a garantire una rappresentanza politica in una delle realtà più importanti del sistema regionale. Più che un vincitore assoluto e un perdente, emerge, dunque, un nuovo assetto interno al centrodestra. Forza Italia amplia i suoi spazi, la Lega difende il proprio radicamento, mentre Fratelli d’Italia continua a rappresentare il punto di equilibrio della coalizione. Un quadro che riflette dinamiche ormai evidenti anche oltre i confini veronesi. Chiusa la stagione delle nomine, per il nuovo vertice dell’Ater inizia ora la fase più delicata. Sul tavolo ci sono manutenzioni, recupero del patrimonio abitativo, riqualificazioni e risposte a una domanda di alloggi che continua a crescere. Saranno questi i temi sui quali verrà misurata l’efficacia della nuova governance. Ma la politica continua a proiettare la propria ombra sulla vicenda. Nei ragionamenti dei partiti resta, infatti, l’incognita di un possibile passaggio elettorale nazionale anticipato. Un’ipotesi che oggi appartiene più agli scenari che alle certezze, ma che basta a condizionare strategie e posizionamenti. Se il quadro romano dovesse improvvisamente accelerare, anche gli equilibri costruiti negli enti potrebbero assumere un significato diverso. Quanto all’Esu, l’ente del diritto allo studio di Verona, l’uscente Valente sarà riconfermato e nel consiglio di amministrazione torna un volto noto della politica veronese, Alberto Benetti (nella foto), oltre a Marco Bottacini, che, molto probabilmente, ricoprirà il ruolo di vicepresidente. Al Corecom la Lega mantiene Stefano Rasulo e rinnova il cda. A un anno dalle amministrative il peso delle nomine si fa sentire e si parla già di campagna elettorale. Sullo sfondo lo spettro delle elezioni politiche anticipate, in autunno? O ad aprile? Chissà.



