“Ecco il mio Veneto”

«Sono molto orgoglioso. Questo è il Veneto che vogliamo, un Veneto che si arrangia, che “fa il Veneto”, fa squadra e così facendo moltiplica le risorse che riesce a mettere in campo per la sua gente. Sì, sono molto orgoglioso» Alberto Stefani fissa i suoi primi cento giorni da presidente della Regione che “celebra” dopo l’approvazione del bilancio . Lo fa presentando la piattaforma Venexus, la prima in Italia, che mette in rete le società benefit regionali con la macchina di Palazzo Balbi per sviluppare progetti sociali per l’intera comunità. Imprese che vogliono migliorare la propria impronta ESG lavorando nella comunità veneta.
«Sappiamo che oggi in veneto ci sono numerose società benefit, ce ne sono alcuna già obbligate alla certificazione ESG, numero che crescerà grazie alle direttive europee: perché non possiamo mettere insieme tutte queste realtà. La società è sempre più circolare che non verticale, oggi le sfide per un’azienda sono tante e riguardano in tanti casi il welfare aziendale. Tema che riguarda anche noi. Perché non creare un software unico che metta insieme pubblico e privato migliorando la loro reputazione sociale e la loro credibilità bancaria e finanziaria».
Attenzione, rimarca Stefani «non sono soldi pubblici che vanno alle imprese, ma il contrario, sono i privati che vogliono investire nella qualità sociale del Veneto che su Venexus trovato uno strumento per interfacciarsi con la macchina pubblica, matchare le proprie disponibilità, gestire il fundraising ed ottenere le relative certificazioni attraverso una blockchain per la trasparenza. Un Veneto che mette insieme le energie, che lavora insieme nella rigenerazione urbana, nel welfare, nella cultura e nello sport» sottolinea Stefani.
Se Venexus è il futuro della pianificazione regionale, Stefani non lesina dati su quanto ha messo a terra il nuovo bilancio regionale: «Penso ai 72 milioni (69 disponibili già nella prima settimana di aprile) che complessivamente destiniamo alle famiglie con anziani nelle RSA, o che necessitano di caregiver, o che hanno autistici nel loro nucleo. Che aggiungiamo agli 82 milioni che destiniamo specificamente alla sanità sostenendo i 3mila operatori dei pronto soccorso, per equiparare le borse di specializzazione dei Medici di Medicina Generale e i 17,5 milioni destinati alle prestazioni sanitarie non comprese nei LEA.
Abbiamo destinato 3 milioni all’edilizia sociale e 38 per il sostegno alle scuole dell’infanzia con copertura immediata delle risorse. E aggiungo ancora i 28 più 9 milioni destinati alla lotta al dissesto idrogeologico nella nostra regione anche grazie alla piantumazione di 1,5 milioni di nuovi alberi».

E’ un Alberto Stefani molto deciso, che segna una cesura definitiva con il suo predecessore, quasi a segnare la fine del periodo di “apprendistato”, quello che parla del ruolo della Regione per lo sviluppo economico. In giornate caratterizzate dalle polemiche legate ai licenziamenti a Marghera di decine di white collar, ingegneri vittime dell’intelligenza artificiale, il presidente mette sul piatto sei milioni destinati alle PMI per facilitarne l’accesso al mercato dei capitali, passaggio ritenuto indispensabile per rafforzarne la struttura patrimoniale, da sempre il lato debole delle imprese venete. Tre milioni andranno a sostenere la nascita di startup per creare una nuova generazione di imprenditori e altri quattro per la ricerca collegata al sistema produttivo (cui si legano i 18 milioni destinati al finanziamento delle borse di studio universitarie).
Un veneto, insomma, che guarda al futuro ma che comunque cerca di dare ossigeno al sistema dando nuove risorse al versante infrastrutturale che vuol dire migliorare la mobilità, abbattendone i costi economici ed ambientali, ma anche garantire lavoro immediato alle imprese: si tratta di cifre, anche qui, importanti: 73 milioni per il raddoppio di via Roma Destra tra Jesolo e Cavallino, più altri 10 per il prolungamento del collettore ARICA nel bacino del Fratta Gorzone. Se ci aggiungiamo il raddoppio delle risorse per la manutenzione straordinaria della rete viaria regionale gestita da Veneto Strade – 11 milioni di euro nel 2026, per uno stanziamento complessivo di 20 milioni nel triennio – più 15 milioni di euro per il 2027 e 2028 per lo sviluppo delle infrastrutture il sistema pubblico mette a disposizione del sistema imprenditoriale risorse significative.
All’edilizia sportiva andrà un ulteriore milione; 18 serviranno a rifinanziare la Legge regionale 39 per la sicurezza della mobilità urbana, risorse immediatamente spendibili dai Comuni, cui si aggiunge un tesoretto di 5 milioni per opere particolarmente urgenti da utilizzare, appunto, in caso di emergenza.
«Voglio lavorare – conclude Alberto Stefani – affinché il Veneto possa moltiplicare le sue ricchezze, le sue risorse, e possa fare squadra. Così facendo, non saremo secondi a nessuno».