(Bulldog) Il governo – nella foto il ministro alle Finanze, Giancarlo Giorgetti – ha distribuito ieri l’ennesima mancetta per calmare gli autotrasportatori che, come tutti peraltro, stanno pagando il conto della terza Guerra del Golfo che “the Donald” ci ha scaricato addosso. A quanto ammontano le perdite del settore per il carogasolio lo trovate in questo articolo de La Cronaca.
Il punto, però, è un altro. Questa Repubblica continua a foraggiare tutto a tutti. Alla prima occasione, via col ristoro, col bonus, con la marchetta elettorale, con le buone intenzioni che stanno lastricando l’inferno delle finanze pubbliche attraverso la costante e continua complicazione dell’intervento pubblico. E la mancetta di ieri non è che l’ultimo esempio. Se vogliamo dirla tutta, l’autotrasporto già incassa ogni anno 240 milioni € come rimborso dei pedaggi autostradali, per il rinnovo del parco veicoli, e per spese “non documentate” delle aziende che operano con un solo camion. Sono 70 milioni senza una pezza d’appoggio. Dico, stiamo scherzando? Questa è evasione fiscale. Legalizzata, ma sempre evasione fiscale è. Eppoi, la mia impresa non ha queste agevolazioni. Come mai? Eppure anche io debbo spostarmi per lavoro. Se ci sono figli e figliastri dovreste dirmelo prima e non dopo.
Sorvoliamo, voglio essere positivo. Il governo vuole davvero abbattere il costo dei carburanti per l’autotrazione? È molto semplice, basta che rinunci alle accise, all’Iva calcolata sulle accise e rinunci a far pagare ai contribuenti del 2026 la Guerra d’Etiopia del 1936. In novant’anni ve l’abbiamo già pagata abbastanza, non trovate? Se volete, il prezzo di benzina e gasolio può scendere questa sera a 1,5€ al litro con effetti positivi per tutti.
Mi direte, bella forza. Parlare è facile, trovare i soldi però no. Davvero? Ne siete, siamo, davvero sicuri?
In Italia esiste una Commissione che pubblica un rapporto annuale per le Camere sulle spese fiscali ovvero quella massa di agevolazioni distribuite a pioggia, attraverso 20 grandi capitoli di spesa, di cui beneficiamo un po’ tutti. Si tratta di 575 misure diverse che nel 2024 hanno coinvolto 116 milioni di prestazioni (due a testa) che costano: 118 miliardi nel 2025, 113 miliardi quest’anno e 90 miliardi il prossimo anno. Di questi, 18 miliardi vanno alla mobilità, cioè lo Stato fra le tante cose finanzia il trasporto pubblico locale e regionale e contemporaneamente finanza chi preferisce usare i mezzi propri. Dico, come Stato io metto a disposizione dei servizi, se non li volete usare perché debbo pagarvi io la benzina? Vostra scelta, vostro budget.
E ancora, 68 miliardi vanno via per il bonus casa (e non finiremo mai di ringraziare Conte e i 5Stelle) e nel guazzabuglio di interventi la Repubblica sostiene le famiglie con figli a carico e se i figli sono di divorziati lascia pure un extra. Ma se siete famiglie allargate sono scelte vostre, non mie.
Finanziamo da cinque anni l’opera di prosciugamento dei terreni agricoli alluvionati (direi che madre Natura nel frattempo ha già sistemato gratis la cosa); finanziamo la previdenza dei dipendenti della Santa Sede che è uno Stato sovrano e le sue pensioni dovrebbe riuscire a pagarsele da solo… una vera cornucopia che aiuta tutti.
Il bello è che delle 575 misure di agevolazione soltanto 23 hanno valore superiore ad un miliardo (e che si presume abbiano la forza di incidere per davvero): 27 hanno effetti trascurabili, 57 hanno effetti nulli; 127 hanno effetti “non quantificabili”. Sono 211 misure inutili su 575, praticamente una misura su tre non serve a niente. Però la manteniamo. E paghiamo gente per rendicontarle, protocollarle, trasmettere atti, fare fotocopie ecc
Sono dati pubblici, depositati, ma che i nostri parlamentari non hanno il tempo di leggere presi come sono a trovare mancette per i propri clientes.
Allora, è ora di dire basta. Persino questo governo ci sta portando verso il dissesto. Abbiamo il peggiore debito pubblico d’Europa, abbiamo indebitato i nostri nipoti per dare la pensione ai dipendenti del Vaticano o per rimborsare due, tre, volte le stesse imprese degli stessi costi? Davvero, basta così. Non c’è un ragioniere a Bruxelles che fermi questa mostruosa macchina brucia-ricchezza?



