Anche nel 2026, per celebrare il 10 febbraio, il Giorno del Ricordo, è stato realizzato un calendario di momenti di riflessione e approfondimento, tra cui la presentazione della mappa ‘I luoghi dell’Esodo. La città dell’accoglienza’ in collaborazione con l’Archivio Generale del Comune di Verona, tenutasi questa pomeriggio nella sala Farinati della Biblioteca civica.
Si tratta della mappa dei luoghi dell’esodo dei profughi istriani, fiumani e dalmati accolti a Verona nel secondo dopoguerra, un valido strumento didattico di contenuto storico realizzato su iniziativa del Comune di Verona, destinato principalmente ai docenti e agli alunni degli Istituti scolastici veronesi, ma anche a tutti coloro che desiderano approfondire una pagina poco nota della storia cittadina.
Alla fine della Seconda guerra mondiale, in un continente devastato dal conflitto, la ridefinizione dei confini nazionali costringe allo spostamento forzato diversi milioni di europei. L’Italia, sconfitta, accoglie i profughi che abbandonano le zone del confine orientale passate sotto il controllo jugoslavo.
Si è calcolato in circa 300.000 il numero delle persone (per 2/3 circa venetofone, ma anche sloveni, croati, rumeni, ungheresi, albanesi) che, portando con sé poche cose, dal 1943 in poi, a più riprese (addirittura fino al 1976, dopo la stipula del trattato di Osimo) si spostano entro i confini italiani. Dopo il 1945, in molte aree del paese vengono allestiti centri di accoglienza e si cercano soluzioni per ospitare gli esuli.
Questa mappa dell’esodo istriano-fiumano-dal-mata, realizzata dall’Archivio Generale del Comune di Verona in collaborazione con l’lstituto veronese per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea e l’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, restituisce un primo censimento dei luoghi che hanno accolto i circa 400 profughi arrivati nella nostra città. Segnala, al contempo, i luoghi in cui sono state poste targhe, intitolate strade o eretti monumenti per “conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe” e la memoria “dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra” (cit. dalla legge 92 del 20 marzo 2004, istitutiva del “Giorno del ricordo”).



