Donald Trump e’ riuscito a fare quello che ottant’anni di vetero-comunisti e vetero-fascisti non sono riusciti a costruire: ovvero instillare il dubbio negli Italiani sulla «qualita’» del loro alleato storico: gli stati Uniti. E’ questo uno dei dati piu’ interessanti dell’ultimo Radar SWG-sondaggio cui partecipa anche la nostra redazione che ha coinvolto milleduecento maggiorenni in tutt’Italia. Gli USA di Trump si stanno rivelando pericolosi tanto quanto la Russia di Vladimir Putin e dato che Mosca e’ impegnata nella piu’ lunga guerra d’aggressione dalla Rivoluzione d’Ottobre il dato fa pensare. Trump e’ visto come un pericolo alla pace globale praticamente da un italiano su due. Come minaccia alla sicurezza globale, inoltre, la Cina sta vedendo diminuire le preoccupazioni che la circondano: appena un italiano su cinque la vede come un potenziale aggressore. Veniamo al dato di cronaca, ovvero le mire trumpiane sulla Groenlandia. Soltanto il 4% del campione intervistato da SWG si dichiara favorevole ad un passaggio dell’isola artica all’amministrazione diretta degli Stati Uniti – sebbene non ancora specificata in dettaglio: diventerebbe uno Stato come l’Alaska o un protettorato come Porto Rico, uno «stato libero associato» dopo l’invasione del 1898? -. Una percentuale ben maggiore, il 52%, ritiene che la Groenlandia debba restare territorio danese e che la sua indipendenza dovrebbe essere difesa anche militarmente (ben un Italiano su cinque e’ di questa opinione). Cosa genere questo approccio deciso da parte dei nostri concittadini? In pratica questa e’ la coda dell’operazione Maduro in Venezuela: se da un lato aver tolto di mezzo un dittatore e’ visto positivamente (anche se da una minoranza, in realta’) dall’altro genera allarme la volonta’ statunitense di mettere le mani sulle materie prime di un Paese sovrano. Ben il 70% del campione vede con allarme questa intenzione e su questa basa anche le proprie considerazioni per la Groenlandia dove alto sembra essere l’interesse a sfruttarne le risorse piu’ che a creare una nuova cornice di sicurezza globale. Tutto cio’ sta provocando un forte aumento delle preoccupazioni tra gli italiani per possibili tensioni e conflitti nello scenario mondiale, vicende nelle quali, in prospettiva, potremmo essere direttamente coinvolti. E questi timori vengono ulteriormente alimentati dalla sempre piu’ evidente debolezza dell’Europa.



