Gli italiani stanno ancora con Kiev

Quattro anni fa la Russia iniziava l’invasione dell’Ucraina violando per la seconda volta il trattato del 1994 che fissava i confini di Kiev in cambio della rinuncia ucraina ad oltre 3mila armi nucleari presenti sul suo territorio (la prima fu nel 2014 con l’occupazione militare della Crimea).
Il conflitto ha generato sino ad oggi immani distruzioni e la perdita di centinaia di migliaia di vite fra cittadini inermi e soldati da entrambi i lati del conflitto. L’invasione dell’Ucraina è il maggior conflitto in Europa dalla fine della Seconda Guerra Mondiale ed ha superato per costo in vite umane e materiali, l’invasione sovietica dell’Afghanistan (dove le perdite sovietiche complessive in dieci anni sono pari alle perdite mensili in Ucraina) e la guerra cecena.
Com’è noto, l’Ucraina ha retto all’invasione grazie al supporto europeo e statunitense, un aiuto che nel nostro Paese è stato oggetto anche di critiche.
Per questo, dopo quattro anni di conflitto il Radar SWG chiesto ad un panel di cittadini italiani il loro sentiment. Le opinioni risultano tutto sommato piuttosto stabili nel tempo. Non si ravvisa, ad esempio, alcun ottimismo nei confronti di una possibile fine delle ostilità. Al contrario, il pessimismo è ancora più diffuso rispetto all’inizio della guerra. La colpa del mancato accordo per un cessate il fuoco viene principalmente addossata a Putin, ma non in maniera assoluta: 1 su 4 la attribuisce al fatto che l’Ucraina non voglia cedere l’intero Donbass e altrettanti ai giochi di potere di Stati Uniti e Cina. Tuttavia, gli italiani ritengono che l’Ucraina, per raggiungere la fine del conflitto, dovrebbe essere disponibile a concedere ai russi i territori che hanno conquistato sino a questo momento. La prosecuzione della guerra mantiene attuale il tema delle forniture di armi all’esercito di Zelensky. Come le forze politiche, anche gli elettori si mostrano divisi sulla questione, ma rispetto a nove mesi fa si accentua la prevalenza di favorevoli all’invio degli aiuti militari (da +1% a +6%). Si conferma quindi un ampio sostegno dell’opinione pubblica italiana all’Ucraina – come testimoniato anche dagli applausi agli atleti ucraini nella cerimonia d’apertura delle recenti Olimpiadi invernali – seppure più compatto nelle file dell’opposizione che nell’area della maggioranza, ma anche un marcato pessimismo verso l’epilogo del conflitto.