La pubblicazione del video della morte in stazione Porta Nuova di Moussa Diarra – tesa a dimostrare la colpevolezza del poliziotto sotto indagine e l’assenza di un pericolo per la collettività nonostante la presenza di un coltello usato come arma da taglio – e l’aggressione ad un autista ATV – intervenuto coraggiosamente per salvare dalle molestie di uno squilibrato due ragazze – hanno riproposto con drammatica urgenza il tema della sicurezza e della percezione della pubblica opinione al riguardo.
Nonostante l’approvazione del nuovo Decreto Sicurezza da parte del Consiglio dei Ministri, il Paese appare profondamente segnato da un senso di vulnerabilità diffusa. E’ quanto emerge dall’ultimo Radar SWG: un italiano su due percepisce come rischioso passeggiare in una via cittadina durante una manifestazione. Alta l’allerta nei luoghi di transito come le stazioni dei treni e i mezzi pubblici urbani; le donne in questi spazi si sentono sensibilmente più esposte rispetto alla media nazionale.
L’impressione di un’escalation della criminalità è diffusa: in particolare si registra un allarme sociale riguardante la violenza giovanile, percepita in aumento dall’82% degli intervistati. Questa «mappa della paura» non risparmia il mondo del digitale: i reati La percezione di insicurezza è massima tra i giovani e, in particolare nelle giovani donne, tra le quali oltre una su due ha avuto paura di subire un’aggressione sessuale nell’ultimo mese.
Tuttavia, a fronte di una percezione di illegalità crescente, gli italiani cercano rifugio nelle autorità. Si registra infatti un trend di fiducia in netta ascesa verso tutte le forze dell’ordine rispetto ai dati del 2024: Carabinieri e Polizia superano ampiamente il 75% dei consensi.
I dati fotografano una nazione che, sentendosi più esposta ai pericoli, si stringe attorno alle proprie istituzioni di difesa. Un sentimento che la politica – tutta – avrebbe il dovere di tenere in considerazione.



