Clamorosa la decisione della presidente Raffaella Vittadello di dire basta e chiudere, a fine stagione, il progetto Verona Rugby. Sullo sfondo resta l’Hellas con Presidio che potrebbe acquistare la struttura mandando un segnale importante
Non si attenua l’eco della clamorosa decisione della presidente Raffaella Vittadello di dire basta e chiudere, a fine stagione, il progetto Verona Rugby. Una decisione che, come si legge nella nota ufficiale diffusa dalla societa’, «non arriva all’improvviso, ne’ a cuor leggero: arriva dopo anni di lavoro, di impegno quotidiano, di tentativi concreti di costruire qualcosa di diverso nel panorama rugbistico italiano». La nota prosegue: «In questi anni abbiamo investito energie, professionalita’ e visione. Abbiamo costruito un ambiente serio, esigente, formativo. Abbiamo lavorato per essere un club virtuoso, non solo nei risultati ma nel metodo: nella struttura, nell’organizzazione, nello staff, nella cura del percorso dei giovani verso la prima squadra». E’ un messaggio che sembra rivolto ai vertici del rugby italiano, accusati di non aver colto ne’ sostenuto un progetto che puntava si’ ai risultati e all’ingresso nell’elite del rugby nazionale, ma che soprattutto si poneva l’obiettivo di diffondere il rugby e lavorare con serieta’ e competenza sui giovani. La chiusura della nota stampa, di fatto, fuga ogni dubbio: «Spero davvero che questa scelta possa diventare un segnale, un impulso a cambiare, un invito a riflettere su quale rugby vogliamo costruire per i giovani e su quanto spazio siamo davvero disposti a dare a progetti fondati sul lavoro, sulle competenze e sul merito». Nasce quindi spontanea una domanda: la Federazione Italiana Rugby e’ davvero vicina ai club, li supporta e valorizza le loro attivita’, soprattutto a livello giovanile, oppure e’ focalizzata quasi esclusivamente sulla Nazionale e sul Sei Nazioni? Se poi guardiamo a quanto accaduto a Colorno (elite) e a Noceto (Serie A), i dubbi aumentano. Dal 2016 Raffaella Vittadello ha investito tempo, passione, risorse e molto denaro per creare qualcosa di nuovo, per dare nuovo impulso al rugby veronese, raccogliendo obiettivamente poco in cambio. Certo, l’aver ospitato al Payanini Center i ritiri di importanti Nazionali e i Mondiali Under 20 ha garantito visibilita’, ma si e’ trattato di lampi nel buio. Non si e’ mai percepita una vera collaborazione strutturata con i vertici del rugby italiano e, ad essere sinceri, nemmeno con il resto del rugby veronese, che non ha mai riconosciuto Verona Rugby come possibile capofila del movimento cittadino. Si puo’ affermare senza tema di smentita che tra Verona Rugby e la Verona sportiva e istituzionale non e’ mai scoccata la scintilla, per motivi diversi e difficili da elencare uno per uno. Di certo Raffaella Vittadello non e’ un’interlocutrice «facile»: carattere forte, accentratrice, risoluta e, al tempo stesso, schiva e di poche parole. Ma si puo’ davvero farle una colpa di questo, dopo che ha investito milioni di euro di tasca propria ricevendo, nella migliore delle ipotesi, solo strette di mano e pochi titoli sui giornali? Dentro questo tourbillon sorge pero’ un’altra domanda: al netto delle difficolta’ incontrate in questi nove anni di attivita’, cosa sarebbe successo se Raffaella Vittadello avesse deciso di vendere il Payanini Center, magari alla Presidio Investor? Nel 2021, e’ noto, Maurizio Setti, allora presidente e proprietario dell’Hellas Verona, presento’ un’offerta per acquistare la casa del Verona Rugby. L’affare pero’ non ando’ in porto, pare per una proposta ritenuta non all’altezza. E se oggi l’offerta giusta fosse arrivata da Zanzi? Per l’Hellas Verona il Payanini Center rappresenterebbe la soluzione a molti problemi: la prima squadra potrebbe finalmente tornare ad allenarsi in citta’ e il settore giovanile, dopo il flop del Bottagisio, troverebbe un punto logistico ideale. Se invece fosse Presidio Investor ad acquistare il Payanini Center, il segnale sarebbe altrettanto forte: un investimento importante per consolidare il legame con Verona, anche in un’ottica di costruzione del nuovo stadio. Nei prossimi mesi, forse gia’ nelle prossime settimane, si potrebbe avere qualche segnale in piu’, in un senso o in un altro.
Alberto Cristani



