«Quest’anno il campionato del Verona non sta andando molto bene. Vivendo in Veneto lo seguo sempre e sono molto dispiaciuto per l’attuale situazione di classifica. I gialloblu’, inutile negarlo, hanno quasi un piede e mezzo nella fossa. La retrocessione in B e’ quasi certa, anche se per diventare definitiva serve sempre il conforto della matematica. La speranza come sempre e’ l’ultima a morire ma la sensazione e’ che ormai il campionato di quest’anno abbia ormai il destino segnato». L’analisi, diretta e quasi spietata, e’ quella di Massimiliano Esposito, ex attaccante gialloblu’ nella stagione 1997/98. Per lui, la sfida del ‘Bentegodi’ di sabato sera contro il Napoli ha un sapore particolare. Oltre a essere nato proprio alle pendici del Vesuvio, infatti, ha indossato la maglia degli azzurri per due campionati, intervallati proprio dall’anno passato in riva all’Adige. Parlando quindi della formazione partenopea aggiunge: «La squadra di Conte sta disputando un campionato inferiore alle aspettative di inizio stagione. I tanti infortuni hanno sicuramente inciso sui risultati. Sono purtroppo arrivate le eliminazioni in Champions e in Coppa Italia compensate, in piccola parte, dalla conquista della Supercoppa. Riguardo al campionato, premesso che dopo la conquista di uno scudetto confermarsi e’ sempre impresa ardua e difficile, nonostante tutte le varie avversita’, la possibilita’ di conquistare la qualificazione in Champions rimane concreta. Nelle prossime giornate, inoltre, Conte potra’ contare sul rientro di alcuni titolari che saranno molto utili nella volata finale». Per il Verona, invece, viste le ridottissime speranze di salvezza, bisogna forse gia’ iniziare a pensare alla prossima stagione per una pronta risalita. Cosa, peraltro, tutt’altro che facile. Come successo a Esposito proprio con la maglia dell’Hellas. «E’ cosi’ – conferma – risalire subito in A non e’ mai cosa facile. Successe anche a me quando arrivai a Verona. La squadra era appena retrocessa. Le ambizioni di tornare subito in A c’erano tutte ma le cose andarono diversamente. Per raggiungere l’obiettivo si devono combinare tra di loro diverse dinamiche e non e’ detto che il risultato finale sia quello sperato. Il Verona ha comunque una societa’ ben strutturata. E poi c’e’ sempre Sean Sogliano che per me puo’ rappresentare ancora il punto di una nuova partenza. Sara’ importante fare le scelte giuste riguardo a giocatori e, soprattutto allenatore». In chiusura lo sguardo si sposta sulla situazione del calcio italiano che ha visto le eliminazioni in Champions di Juve, Inter e dello stesso Napoli. Senza dimenticare l’attesa, o meglio l’ansia, per il prossimo play off che vedranno impegnata la Nazionale italiana. «Anche se nessuno se lo augura – confessa – il pericolo di mancare il terzo Mondiale di fila e’ reale. Questo, pero’, e’ lo specchio del nostro calcio. A mio avviso mancano investimenti e attenzioni sui nostri settori giovanili. Si pensa solo alla prima squadra. Troppi stranieri e troppo pochi giocatori italiani. Gestisco una societa’ dilettantistica e vi assicuro che giovani interessanti ce ne sono tanti. Bisogna avere la pazienza e la competenza servono insegnanti di calcio e non ”semplici” allenatori, precisa di sceglierli e, soprattutto, di farli crescere dando loro la possibilita’ poi di emergere».
Enrico Brigi



