I listini europei registrano una seduta positiva, guidata principalmente dalla reazione dei mercati globali ai risultati delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, che hanno visto i Democratici conquistare il controllo di entrambi i rami del Congresso.
Questo scenario attenua i timori legati all’imposizione di dazi commerciali aggressivi sui beni europei e sostiene il comparto delle energie rinnovabili.
- FTSE MIB: +1,97% a 50.925,73 punti. La Borsa di Milano guida i guadagni in Europa, registrando la performance migliore del continente. Perché si muove: Il listino è fortemente trainato dal comparto bancario, che mette a segno rialzi superiori al 2% grazie a una forte rotazione settoriale verso gli istituti di credito domestici. Hanno contribuito a sostenere il sentiment positivo anche le recenti trimestrali solide di pesi massimi del listino, tra cui Intesa Sanpaolo e Ferrari.
- DAX 40: +0,90%. L’indice di riferimento di Francoforte mostra una crescita solida, allineandosi al trend rialzista europeo. Perché si muove: La Germania, paese fortemente orientato all’esportazione, beneficia in modo diretto del ridimensionamento dei rischi legati ai dazi USA. Il superamento dell’incertezza politica stimola inoltre gli acquisti sulla filiera industriale e tecnologica continentale.
- CAC 40: +0,76%. Anche la Borsa di Parigi si posiziona in territorio positivo dopo il verdetto delle urne statunitensi. Perché si muove: Sebbene spinto al rialzo dall’ondata di ottimismo internazionale, il listino francese accusa parzialmente i timori legati all’economia interna; la Banque de France ha infatti segnalato una possibile revisione al ribasso delle stime di crescita a seguito della contrazione del PIL transalpino nel terzo trimestre.
- FTSE 100: +0,60%. Il listino di Londra chiude la fila tra le principali piazze europee, ma mette comunque a segno una performance positiva. Perché si muove: La borsa britannica beneficia del clima di sollievo geopolitico e macroeconomico globale. L’avanzata è tuttavia più contenuta rispetto alle controparti della zona euro a causa del calo dei prezzi delle commodity energetiche (petrolio e gas naturale), che penalizza i colossi energetici fortemente pesati sull’indice di Londra.
Materie Prime
L’assetto geopolitico ed economico globale continua a esercitare una pressione estrema e multidirezionale sul mercato delle materie prime. Nella giornata odierna, assistiamo a movimenti marcati, in particolare sui metalli preziosi, che beneficiano di un classico effetto “flight to quality” (fuga verso la qualità) unito al deprezzamento del dollaro statunitense.
| Materia Prima | Valore Attuale | Variazione 24h | Variazione YTD |
| Oro | 4.044,74 $/t.oz | +2,87% | -6,37% |
| Argento | 52,05 $/t.oz | +4,53% | -26,96% |
| Petrolio Brent | 102,84 $/Bbl | -0,72% | +68,95% |
| Petrolio WTI | 95,90 $/Bbl | -0,19% | +66,95% |
| Gas Naturale (TTF) | 88,64 €/MWh | -1,74% | +178,58% |
Agenda macroeconomica: gli eventi e i dati chiave di oggi
| Ora | Paese | Evento | Dato Attuale / Forecast | Dato Precedente |
| 09:00 | Spagna | Variazione Disoccupazione (Ottobre) | +43.1K / +18.7K | +23.6K |
| 09:45 | Italia | Indice PMI Servizi (Ottobre) | 52.0 / 51.4 | 51.7 |
| 09:50 | Francia | Indice PMI Servizi (Ottobre) | 46.2 / 48.4 | 51.2 |
| 09:55 | Germania | Indice PMI Servizi (Ottobre) | 52.5 / 51.7 | 52.9 |
| 10:00 | Unione Europea | Indice PMI Servizi (Ottobre) | 51.4 / 51.7 | 53.0 |
| 10:00 | Unione Europea | Indice PMI Composito (Ottobre) | 51.7 / 51.9 | 53.1 |
| 11:00 | Unione Europea | Inflazione CPI Flash (Annuale, Ott.) | Prev: 4.0% | 3.8% |
| 14:15 | Stati Uniti | Variazione Occupati ADP (Ottobre) | Prev: +70K | +90K |
| 14:30 | Stati Uniti | Bilancia Commerciale (Settembre) | Prev: -108.0 Mld $ \vert{} -105.6 Mld$ | |
| 15:45 | Stati Uniti | Indice PMI Servizi S&P (Ottobre) | Prev: 57.9 | 58.8 |
| 16:00 | Stati Uniti | Indice ISM Non Manifatturiero (Ott.) | Prev: 54.8 | 54.9 |
| 16:30 | Stati Uniti | Scorte di Petrolio Greggio EIA | — | -1.89 Mln barili |
Focus Italia
L’apertura odierna del FTSE MIB è caratterizzata da una netta spaccatura settoriale, dominata dal forte slancio del comparto finanziario che contrasta con la debolezza dei settori industriale, automobilistico e della difesa.

Le banche registrano rialzi massicci, guidate dalle ottime performance di Intesa Sanpaolo (+4,38%), FinecoBank (+4,00%), Monte dei Paschi di Siena (+3,88%) e UniCredit (+3,80%), affiancate da guadagni diffusi anche nel comparto assicurativo e del risparmio gestito (come BPER al +3,66% e Generali al +1,47%). Mostrano un andamento decisamente positivo anche le utilities, con Enel in crescita dell’1,90%, e il settore dei servizi con Poste Italiane a +2,52%. A fare da zavorra all’indice ci sono invece le vendite sui beni di consumo durevoli e sull’aerospazio: Ferrari cede il 2,03%, Stellantis perde lo 0,60% e Leonardo lascia sul terreno il 2,19%, mentre nel comparto manifatturiero spicca il calo di Prysmian (-2,67%).
Lo spread con BTp/Bund apre in calo a 111, rendimento 10 anni a 4,42%.
Ita Airways: i numeri del terzo trimestre
Ita Airways chiude il terzo trimestre con ricavi pari a 995 milioni, in aumento del 6% rispetto al corrispondente periodo del 2025. L’Ebit (risultato operativo) è positivo per 94 milioni di euro, in linea con lo scorso anno. Nei nove mesi i ricavi hanno superato i 2,5 miliardi, con una crescita del 4% rispetto allo stesso periodo del 2025. L’Ebit è positivo per 98 milioni di euro, in aumento del 65 per cento. I risultati operativi positivi, commenta la nota, si inseriscono in un contesto caratterizzato da persistenti tensioni geopolitiche e dall’aumento del costo del jet fuel, fattori che hanno inciso sul settore del trasporto aereo nel corso del periodo e che la compagnia è riuscita ad attenuare grazie ad un hedging su oltre l’80% del proprio fabbisogno di carburante per l’anno in corso.
Sul risultato netto continuano a pesare gli effetti del cambio euro-dollaro, in un contesto di debolezza dell’euro. Tali effetti sono riconducibili all’adeguamento contabile dei debiti e dei crediti denominati in valuta estera, prevalentemente in dollari statunitensi, ai tassi di cambio di fine periodo. L’impatto delle variazioni dei tassi di cambio costituisce una componente non operativa del risultato, distinta dall’andamento della gestione caratteristica, che evidenzia un Ebit positivo sia nel trimestre sia nei primi nove mesi.



