Il Borgo: il Comune riesce ad avviare un tavolo. Gli inquilini: “Bene, ma annullate la scadenza di maggio”

Torna sotto i riflettori “Il Borgo”, il programma di social housing in ZAI. Federico Benini, assessore, ha annunciato oggi che «Con Investire Sgr e gli inquilini del condominio Il Borgo ci incontreremo venerdì prossimo 3 aprile in orario da concordare di comune accordo. Confido che questo sarà il primo passo concreto in direzione dell’auspicato chiarimento tra le parti e della positiva risoluzione di una vicenda molto sentita. Il fascicolo che riguarda il destino di decine di famiglie è arrivato sul mio tavolo da pochissimi giorni. Subito ho provveduto a contattare i rappresentanti del comitato con cui ho fissato un incontro per martedì mattina 31 marzo . Il giorno prima, lunedì 30 marzo, farò il punto della situazione con gli uffici. Grazie alla disponibilità della società, venerdì 3 aprile sarà possibile avere un confronto diretto con i rappresentanti di Investire Sgr, proprietario dell’immobile. Si tratta evidentemente di una questione delicatissima, che investe quella fascia “grigia” di popolazione che dispone di redditi troppo alti per accedere a soluzioni di edilizia residenziale pubblica ma non abbastanza alti da permettersi soluzioni di mercato. Per questi motivi la priorità oggi è di coinvolgere tutti i soggetti in campo al fine di vagliare ogni strada che il Comune può percorrere per tutelare le famiglie».

il Comitato che rappresenta le famiglie de “Il Borgo” ha comunicato sempre nel pomeriggio di oggi che «Accoglie con interesse e favore la volontà dichiarata dai gestori INVESTIRE SGR SPA del fondo immobiliare etico “VENETO CASA”, di sedere a un tavolo di confronto per discutere e risolvere la vertenza segnalata dagli abitanti del condominio “il Borgo” in zona Zai a Verona. E’ un dialogo che come conduttori degli immobili in locazione convenzionata chiediamo fin dall’inizio, ma che non siamo riusciti ad ottenere prima di costituirci come Comitato e prima di trasformare la vertenza in una emergenza abitativa “sociale” di rilevanza pubblica. Facciamo presente, peraltro, che il tavolo di cui parla il gestore non risulta essere stato ancora costituito, in quanto altrimenti avrebbe dovuto includere la partecipazione dei conduttori stessi, almeno nella rappresentanza del Comitato, e dei sindacati degli inquilini Sicet e Sunia, che stanno seguendo la problematica fin dal suo nascere. Un confronto è possibile, auspicabile e proficuo se si fa carico dei bisogni di tutti gli attori in gioco.

A questo proposito, come Comitato, segnaliamo che la condizione di fragilità riguarda la totalità degli inquilini, che hanno ottenuto l’assegnazione dell’alloggio sulla base della rispondenza a precisi requisiti “socio-economici” riservati a soggetti svantaggiati. Facciamo inoltre presente che nessun serio confronto è possibile senza prima aver tolto dalle teste dei conduttori la spada di Damocle rappresentata dalle richieste di liberare l’alloggio che scatteranno a brevissimo, già da maggio 2026. Apprezzata ma impraticabile dalla stragrande maggioranza degli inquilini, è anche l’opzione di acquisto accordata dalla proprietà che, oltre ad includere prezzi inavvicinabili (di mercato e non da edilizia convenzionata), propone tempi irrealistici: non c’è banca al mondo che conceda un mutuo in 60 giorni! Affinché non passi come una semplice operazione di maquillage comunicativo, la volontà di sedersi al tavolo deve essere accompagnata da una moratoria delle uscite. E’ inoltre indispensabile un chiarimento sul destino del fondo: chi ha deciso che l’esperienza dell’housing sociale debba finire anzitempo, senza una soluzione alternativa per le famiglie? Che fine farà il denaro pubblico della Regione Veneto (socia al 10% del Fondo Veneto Casa) investito fino ad oggi? Che fine ha fatto la promessa del fondo di mantenere gli appartamenti in locazione convenzionata per almeno 20 anni (come si legge sul sito istituzionale del Fondo Veneto Casa, all’interno del sito della Regione Veneto)?»