Il rebus delle amministrative

Per il centrodestra un unico candidato. Tosi: “Ci presenteremo uniti. San Bonifacio e Colognola non hanno a che fare con la città”

Verona: il centrodestra accusa qualche colpo, ma i leader rassicurano: «Va tutto bene». Dopo la defezione del sindaco di San Bonifacio, anche la prima cittadina di Colognola ai Colli ha rassegnato le dimissioni. Il motivo, in entrambi i casi, poca chiarezza e divisioni interne. Evidentemente stanno venendo al pettine i nodi che non erano stati dipanati neanche al momento delle elezioni amministrative, tanto che in città come in provincia in molti casi i partiti di centrodestra si erano presentati divisi all’appuntamento con le urne. Che il matrimonio fra Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia non sia sempre stato scevro da conflitti è cosa nota, ma i fatti dei giorni scorsi che hanno scosso San Bonifacio e Colognola ai Colli, spostano l’attenzione su quanto potrebbe accadere a Verona nel 2027 in occasione del rinnovo della giunta cittadina. Se non verranno serrati i ranghi, infatti, è plausibile l’esito che ancora una volta, fra i due litiganti, il terzo goda e che a governare la città per il secondo mandato consecutivo, possa essere una giunta di sinistra guidata da Damiano Tommasi che, in occasione di una trasmissione televisiva ha dichiarato: «Squadra che vince non si cambia». Paolo Borchia, segretario provinciale della Lega, sentito sulla questione Verona 2027, ha dichiarato: «Ci sono logiche e figure diverse, Verona ha una sua specificità e ripercussioni che si estendono alla politica nazionale». Riguardo alle dimissioni dei due sindaci di centrodestra, ha precisato: «I piccoli comuni hanno logiche, personalità e dinamiche locali che spesso sfuggono alle interlocuzioni con le segreterie di partito. Ad ogni modo, la Lega si fa sempre promotrice di tutte le forme di aggregazione e collaborazione nell’ambito del centrodestra, mantenendo, da buoni federalisti, particolare attenzione all’autonomia dei territori». Secondo l’ex sindaco Flavio Tosi, oggi eurodeputato di Forza Italia «le questioni di San Bonifacio e Colognola ai Colli sono, in prima istanza, due motivi distinti e distanti gli uni dagli altri. Si tratta di elezioni locali che nulla hanno a che fare con la città di Verona e che non compromettono nulla». Anche sulla solidità del centrodestra Tosi non ha dubbi: «Amministriamo insieme, come centrodestra, in quasi tutta la provincia, il fatto di San Bonifacio era inevitabile e a Colognola i motivi sono stati altrettanto diversi». Stuzzicato su Verona 2027 l’ex sindaco ha confermato: «Ci presenteremo uniti», anche se è ancora presto per parlarne perché «si deciderà dopo, o a cavallo, dell’estate sul nome del candidato e tutto deve passare da Roma».

Le rassicurazioni di Lega, FdI e FI. Maschio: “Su Verona 2027 stiamo già lavorando da tempo. Tommasi fallimentare”

Il deputato di Fratelli d’Italia, Ciro Maschio, si è unito ai colleghi e ha rassicurato: «Non c’è nessun problema di unità del centrodestra a livello provinciale, le dimissioni delle amministrazioni di San Bonifacio e Colognola ai Colli sono legate esclusivamente a situazioni locali e personali, che non dovrebbero accadere». In merito alla partita delle amministrative 2027, Maschio ha sottolineato: «Su Verona 2027 stiamo giá lavorando da tempo, i veronesi non ne possono piu della fallimentare amministrazione Tommasi e ci chiedono di andare uniti come centrodestra con un buon candidato per ridare a Verona l’amministrazione che merita. Siamo consapevoli che non si deve deludere questa aspettativa. Stiamo lavorando per tenere unito e compatto il centrodestra e condividere i programmi. Il nome del candidato sarà ufficializzato quando sarà il momento, ma sicuramente non un anno prima. Ci faremo trovare pronti», ha concluso. Stando così le cose, dunque, nessuno si aspetta colpi di mano e il centrodestra pare aver imparato la lezione: «Uniti si vince». Certo è che le sfide della prossima amministrazioni, rossa o blu che sia, saranno diverse: il ribaltamento del casello di Verona Sud, il bando del trasporto pubblico con un filobus più o meno funzionante. E ancora: la sicurezza sarà un tema che continuerà a tenere banco? Insomma, molte sono le questioni che renderanno il dibattito sul prossimo sindaco, o sindaca, interessante. Intanto il 2027 si avvicina e il centrodestra non ha ancora trovato un accordo sul nome. C’è chi punta sull’entrata in campo di Giuseppe Riello, attuale presidente di Confindustria, per la coalizione di centrodestra, ma è un’ipotesi che, al momento, non trova fondamento. Inoltre, stando così le cose, l’opzione Tosi mescola le carte in tavola perché, forte del sostegno ricevuto alle regionali in casa Verona, farà sicuramente valere le sue ragioni in un modo o nell’altro. Bisognerà vedere se nel 2027 a dialogare con Tosi ci sarà uno Sboarina bis o un candidato meno rigido e disposto a scendere a patti con l’ex sindaco ed eurodeputato di Forza Italia. Ma su questo, Tosi, ha rassicurato: «A decidere sarà Roma». Nel frattempo a presidiare i Comuni di Colognola ai Colli e di San Bonifacio sono arrivati i due commissari straordinari.

Christian Gaole