(di Giulio Ferrarini)
“Come votano le persone per bene?”.
E’ questo il nome della campagna referendaria promossa dal comitato VeroneSì presieduto da Gian Cesare Guidi con la collaborazione della Camera Penale Veronese e dal suo presidente Stefano Gomiero.
L’evento clou della campagna si terrà giovedì 26 febbraio in Sala Lucchi alle ore 18 con ospite d’onore il professor Nicolò Zanon: una delle figure che hanno più partecipato al dibattito referendario, già vicepresidente della Corte Costituzionale e membro del Consiglio Superiore della magistratura, ha partecipato anche a numerosi programmi televisivi per sostenere il Sì.
La vera novità però è quella di essere riusciti ad unire per la prima volta per un referendum di questo tipo vari comitati regionali che aderiscono all’iniziativa e di conseguenza possono portare un bacino più grande di cittadini al voto.
Sostengono infatti l’iniziativa i comitati provinciali “Baldo Garda Sì”, “Cittadini SONA per il Sì”, “Giustizia Sì”, “Liberi Liberi art. 27 APS”, “Per un giusto Sì”, “Referendum Giustizia SI Pianura Veronese”, “ValdillaSì” e “Villafranca Sì”. Oltre a questi ci sono le associazioni partecipanti: “Associazione Giuseppe Barbieri”, “Istituto Adam Smith”, “La città che sale” e “Unione Camere Penali Italiane”.
L’iniziativa dunque, come ha sottolineato il presidente dell’Associazione Barbieri Gian Arnaldo Caleffi, si caratterizza per aver raccolti tutti i comitati del Sì per la provincia.
“Il Sì al referendum – ha detto Gian Cesare Guidi, presidente di Veronesì – è una assicurazione contro le eventuali disavventure giudiziarie. È come aver stipulato un’assicurazione perché, come un’assicurazione, dà delle garanzie. Quali sono queste garanzie? Le più immediatamente percepibili sono tre. La prima è di avere un giudice terzo, cioè un giudice che sia neutrale al di sopra di tutto.
La seconda è che ci sia una parità fra accusa e difesa, l’avvocato difensore è alla pari con il pubblico ministero.
La terza è che il processo si svolga nei termini che sono stabiliti dalle leggi, cioè il processo sia il processo accusatorio nel quale tutte le prove vengano esperite durante il dibattimento e non fuori dall’ambito del processo, come spesso abbiamo visto accadere in questi tempi”.
Il professor Zanon ha evidenziato come “si tratti di un organizzazione straordinaria per una campagna che risulta essere molto difficile, ma certifica la presenza di una cittadinanza democratica dei sostenitori del sì”.
“Si tratta di una riforma che non ha connotazione politica – ha concluso Riccardo Toufik Shahine, presidente di Referendum Giustizia SI Pianura Veronese .
E’ una riforma di civiltà che consentirebbe al nostro Paese di uniformarsi alle democrazie più evolute. Questo è un dato dal quale partire e che deve essere chiaro a tutti perché oggi si sta strumentalizzando un qualcosa che davvero potrebbe cambiare in modo straordinario il nostro Paese”.



