L’introduzione della fatturazione elettronica consente non soltanto a Giancarlo Giorgetti di pianificare meglio le sue spese e controllare i redditi degli Italiani, ma anche di costringere all’emersione zone del paese dove sino a poco tempo fa l’evasione non era nemmeno inseguita. Soprattutto, l’economia reale del Paese nel 2025 ha confermato segnali di solidità e consolidamento, come evidenziato dai dati sulla fatturazione elettronica: l’imponibile Iva cresce del 2,6% su base annua, sostenuto soprattutto dalla dinamica delle imprese (+2,7%), mentre le persone fisiche registrano un aumento più contenuto (+0,8%).
Oltre il 93% dell’imponibile complessivo è generato da soggetti diversi dalle persone fisiche, a conferma della centralità del tessuto produttivo organizzato nel sostenere la crescita del Paese.
Lo rileva un report del Centro studi di Unimpresa.
Sul piano territoriale, la Lombardia si conferma locomotiva economica nazionale con oltre il 30% dell’imponibile e una crescita del 3,5%, seguita dal Lazio con una quota del 16% e un incremento del 2,6%.
La crescita appare diffusa lungo tutta la Penisola, con risultati particolarmente dinamici nel Mezzogiorno: Molise (+5,9%), Calabria (+5,4%), Sardegna (+5,4%), Sicilia (+5,3%) e Basilicata (+5,1%) registrano le migliori performance. Positivi anche i dati di Trentino-Alto Adige (+4,7%), Campania (+4,3%), Friuli Venezia Giulia (+3,8%), Lombardia (+3,5%), Abruzzo (+3,3%), Umbria (+3,2%), Veneto (+3,2%) ed Emilia-Romagna (+3,0%). In linea con la media nazionale Marche (+2,8%) e Lazio (+2,6%), mentre risultano più contenuti gli incrementi di Piemonte (+1,5%), Puglia (+0,9%) e Liguria (+0,4%).
In controtendenza Toscana (-3,2%) e Valle d’Aosta (-1,3%).
Dal punto di vista settoriale, il commercio, pur crescendo dell’1,2%, mantiene il peso principale con oltre un quarto dell’imponibile, mentre la manifattura (+1,0%) conferma la propria stabilità. Particolarmente vivaci i comparti legati ai servizi e alle attività a maggiore contenuto pubblico o innovativo: la fornitura di energia elettrica e gas cresce del 9,9%, l’istruzione dell’8,4% e la pubblica amministrazione dell’8,0%.
Dinamiche sostenute anche per attività artistiche e intrattenimento (+7,6%), agricoltura e sanità (entrambe +6,5%), famiglie datori di lavoro (+6,3%), acqua e reti fognarie (+5,5%), noleggio e agenzie di viaggio (+5,3%) e servizi digitali (+4,9%).
Andamento positivo anche per costruzioni (+4,6%), attività finanziarie e assicurative (+4,1%), trasporti (+3,8%) e turismo (+3,6%), mentre crescono più moderatamente le attività professionali (+2,9%), gli altri servizi (+1,8%), il commercio (+1,2%) e la manifattura (+1,0%); stabili le ulteriori attività (0,0%).
In flessione risultano invece le attività editoriali (-0,1%), l’estrazione (-3,1%) e soprattutto il comparto immobiliare (-12,9%), che registra il calo più marcato.



