Il tuo lavoro? Lo troverai così

(di Virginia Marchiori)
Passione, coraggio di sbagliare, proattività: sono queste alcune delle competenze chiave emerse questa mattina all’Auditorium della Camera di Commercio di Verona, dove speaker e fondatori di impresa si sono confrontati con studenti e studentesse sul tema del lavoro in un contesto in continua trasformazione.
Ha preso il via oggi, 30 marzo 2026, da Verona la seconda edizione di Talent Week, il festival dedicato alle nuove generazioni e all’attrattività dei territori del Nordest, promosso dalle Camere di Commercio di Padova, Venezia Rovigo e Verona. In sei giorni, tra tre città, 90 speaker e 210 studenti provenienti da otto università partecipano a incontri con imprenditori e manager del territorio.
L’apertura è stata dedicata a un dialogo su passione, scelte di carriera e coraggio di mettersi in gioco, in un contesto tutt’altro che semplice: in Veneto il 51,5% delle assunzioni resta scoperto e, secondo il Global Workplace Report 2025 di Gallup, il fenomeno del “quiet quitting” coinvolge circa un quarto della forza lavoro italiana. Da qui la domanda centrale: come orientarsi in un mercato del lavoro così incerto?
Un primo segnale è arrivato dall’approccio: accanto a imprenditori e manager hanno preso la parola anche Segen Desalegen Atewebrhan e Yasmine Razouali, due giovani membri dello Young Advisory Board di Fondazione Cariverona. La loro presenza sul palco è la traduzione concreta di una scelta istituzionale precisa: includere le nuove generazioni nei processi decisionali, non solo come destinatarie, ma come interlocutrici.
Il filo conduttore della mattinata, “Sentire. Esplorare. Creare”, invita a partire da sé stessi prima ancora che dal mercato. Anna Fiscale, fondatrice di Progetto Quid, ha raccontato un percorso costruito intrecciando passioni personali e bisogni reali del territorio: dall’Erasmus a Londra alle esperienze in India e Haiti, fino agli studi alla Bocconi, la sua bussola è stata un’economia centrata sulla persona. Il messaggio che ha lasciato è semplice e concreto: trovare un lavoro che valorizzi il proprio talento significa anche imparare a fare i conti con la sindrome dell’impostora e con i no. «La paura si combatte con le azioni», ha detto. «Vi auguro di capire qual è il vostro desiderio e di seguirlo.»
Altro tema centrale è quello delle relazioni. Alessandro Marconcini, fondatore di Dreamers – community di giovani leader con 2.500 iscritti tra Verona, Brescia e Mantova, nata per creare connessioni tra chi vuole costruire il proprio futuro professionale –, ha evidenziato l’importanza di costruire un network prima che diventi necessario: frequentare le persone giuste, ascoltare esperienze e creare connessioni richiede soprattutto iniziativa. Un approccio che vale tanto per chi vuole fare impresa quanto per chi è alla ricerca del proprio percorso.
Spazio anche al tema dell’errore. Silvia Nicolis, presidente del Museo Nicolis, ha invitato i giovani a superare la paura di sbagliare: avere idee proprie e difenderle implica accettare il rischio. Anche qui, il founder di Dreamers ha ribadito una distinzione fondamentale: l’errore non è fallimento. Il vero fallimento è perdere coerenza con i propri valori, mentre sbagliare rappresenta un’opportunità di crescita.
Inoltre, la proattività. Massimo Bottacin, CHRO del Gruppo Bauli, ha sottolineato come sia una delle competenze più richieste. Nicolis ha parlato di costruire la propria “cassetta degli attrezzi”, fatta non solo di competenze tecniche, ma anche di curiosità, cultura e capacità relazionali. Il bagaglio personale e quello professionale, infatti, si alimentano a vicenda.
Talent Week proseguirà fino al 3 aprile tra Verona e Padova, con eventi aperti al pubblico ad accesso libero.