In migliaia in piazza a Strasburgo. Vantini: «Dobbiamo proteggere il futuro dei nostri imprenditori. No al Mercosur»

Fermare le importazioni sleali di cibi che non rispettano gli standard europei e mettono a rischio la salute dei cittadini e il reddito degli agricoltori. Le stesse regole che seguono le imprese agricole in Europa devono essere rispettate da chi vuole vendere da noi, da qualunque Paese voglia esportare qui. E servono più controlli, perché ora solo il 3% delle merci viene fisicamente verificato nei porti e alle frontiere. Questa la posizione di Coldiretti, presente oggi a Strasburgo in corteo fino al Parlamento Europeo con oltre mille soci agricoltori guidati dal Presidente Ettore Prandini e dal Segretario Generale Vincenzo Gesmundo, al fianco degli agricoltori francesi della Fnsea. «La deriva autocratica e ideologica imposta da Ursula Von der Leyen si legge in una nota sta uccidendo l’agricoltura europea e mettendo a rischio la sovranità alimentare del continente. La Commissione ha il dovere di difendere le produzioni europee, i cittadini consumatori e la sicurezza del cibo. Se Von der Leyen non garantisce subito reciprocità, controlli e trasparenza nel commercio internazionale, deve lasciare il suo incarico e abbandonare subito le follie che ad oggi hanno contraddistinto la sua gestione antidemocratica». «Continuiamo la nostra protesta sul tema della trasparenza – sottolinea il presidente di Coldiretti Ettore Prandini nell’interesse delle imprese agricole ma soprattutto dei cittadini consumatori. Vogliamo dare garanzie sulla qualità dei prodotti e, soprattutto, assicurare che i cibi importati rispettino esattamente le stesse regole e gli stessi standard ai quali sono sottoposte le nostre imprese. La nostra battaglia – conclude Prandini – continuerà oggi, nei prossimi giorni, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, finché non otterremo elementi chiari di trasparenza e di coerenza da parte della Commissione europea». A Strasburgo anche una delegazione di Coldiretti Verona. «Siamo a Strasburgo con un obiettivo chiaro, ha spiegato Alex Vantini, presidente di Coldiretti Verona cioè proteggere il futuro dei nostri imprenditori. Non accettiamo accordi di libero scambio che ignorano il principio fondamentale della reciprocità. Non siamo contro il mercato globale, ma pretendiamo che chiunque esporti in Europa rispetti le stesse rigide regole imposte a noi. È inaccettabile che l’agricoltura venga usata dalla Commissione von der Leyen come merce di scambio per favorire gli interessi industriali di singoli Stati, come la Germania. Produrre cibo di qualità difendendo chi lo coltiva dovrebbe essere un segno di lungimiranza, non un peso da svendere. Oggi chiediamo coerenza ai parlamentari europei: devono scegliere se stare concretamente al fianco degli agricoltori o piegarsi alle logiche dei gruppi politici. La nostra mobilitazione non si fermerà finché non avremo ottenuto certezze e dignità per il lavoro agricolo.» Sul Mercosur, il capogruppo di Forza Italia in Consiglio Regionale del Veneto Alberto Bozza dice: «Capisco e sostengo le proteste degli agricoltori. Se da un lato è giusto aprirsi a nuovi mercati e cogliere tutte le opportunità che si presentano, dall’altro bisogna provvedere a mettere regole di ingaggio e controlli per evitare che le nostre imprese siano danneggiate dalla concorrenza sleale di aziende che, nei loro Paesi, non sono sottoposte alle stesse regole in termini di sicurezza alimentare e utilizzo dei pesticidi».