Inaccettabile negare il voto ai fuorisede. «In un periodo in cui l’astensionismo cresce, questo e’ un paradosso democratico»

La decisione del governo e della maggioranza di bocciare gli emendamenti in Commissione Affari costituzionali che avrebbero consentito ai cittadini fuori sede di votare nel proprio comune di domicilio e’ un grave vulnus al diritto di voto, un diritto costituzionale che non puo’ essere subordinato a calcoli politici o ad alibi procedurali. Lo afferma il consigliere regionale del PD Veneto Gianpaolo Trevisi, commentando la bocciatura degli emendamenti presentati da Pd, +Europa, Azione e Alleanza Verdi e Sinistra per consentire il voto ai fuori sede al referendum sulla giustizia previsto per il 22 e 23 marzo 2026. «E’ semplicemente inaccettabile che, in un periodo in cui l’astensionismo cresce in modo allarmante in Italia, si neghi deliberatamente la partecipazione al voto a studenti, lavoratori e cittadini domiciliati lontano dal proprio comune di residenza», sottolinea Trevisi. Le prove di un forte calo di partecipazione alle urne sono sotto gli occhi di tutti: dopo le europee 2024 e varie consultazioni locali dove si e’ registrato un forte aumento dell’astensionismo, la scelta di limitare ancora il diritto di voto non fa che alimentare la sfiducia democratica nei confronti delle istituzioni. Il Partito Democratico, con la segretaria Elly Schlein, aveva lanciato un appello diretto al governo affinche’ venisse esteso il diritto di voto ai fuorisede, ricordando che «non c’e’ un motivo al mondo per impedire il voto a 5 milioni di persone» e chiedendo alle forze di maggioranza di ripensarci. «Lavorare o studiare lontano da casa non dovrebbe essere una colpa, se l’esecutivo e’ cosi’ sicuro del risultato non dovrebbe temere di garantire il voto a chi studia e lavora lontano da casa», alcune sperimentazioni positive sono gia’ state effettuate alle europee del 2024 e ai referendum del 2025. «Un referendum senza quorum, e quindi potenzialmente segnato da un’alta astensione, rischia di restituire un risultato che non rappresenta l’effettiva volonta’ popolare se una parte consistente della cittadinanza non puo’ neppure votare. il non permettere il voto a milioni di cittadini, tra cui molti giovani, e’ il vero paradosso democratico che deve essere denunciato con forza», ha concluso Trevisi.