(di Christian Gaole)
Elezioni 2027. Il centrodestra riparte dai programmi: «La Marangona può ridisegnare la città», dichiara Matteo Gasparato, presidente del Consorzio Zai e del Porto di Venezia. Quanto al candidato sindaco di Verona, probabilmente il centrodestra convergerà su un nome leghista o di FdI.
Presidente, l’incontro di oggi è servito anche a lanciare un segnale in vista del 2027?
«Abbiamo ritenuto che, prima di parlare di candidati sindaci, fosse opportuno partire dai contenuti. Abbiamo iniziato a esaminare il Pat di futura approvazione e presentato un lavoro dell’ingegner Marco Zandomeneghi e dell’architetto Federico Vantini, ex sindaco di San Giovanni Lupatoto, sulla riqualificazione della città da sud a nord. Consideriamo Verona Sud la vera porta della città e immaginiamo anche un’edilizia residenziale di qualità, per chi oggi fatica a vivere in quest’area».
Quali sono, nel concreto, le vostre proposte?
«Abbiamo manifestato il nostro disappunto per la volontà dell’amministrazione di limitare lo sviluppo della Marangona attraverso vincoli importanti. È il primo polmone di sviluppo del Consorzio Zai: lo prevede la legge istitutiva, che destina l’area allo sviluppo del consorzio. La Zai è diventata il primo interporto in Italia e il secondo in Europa. Trovo stucchevole invocare il consumo di suolo per bloccare un’area destinata per legge allo sviluppo, mentre la stessa amministrazione propone un altro interporto a Isola della Scala».
Tra le ipotesi c’è anche lo spostamento del quartiere fieristico. Quali vantaggi potrebbe offrire?
«Trasferire la fiera in Marangona potrebbe liberare una parte di Verona Sud, consentendo di recuperare spazi verdi e aree per l’edilizia residenziale. Anche sullo stadio bisogna chiedersi se la collocazione attuale sia la migliore. Senza attività commerciali e concerti, l’operazione sarà sostenibile? Da quanto mi risulta, servirebbe un intervento pubblico per completare il rifacimento, per circa 70 milioni di euro. Non sarebbe stato opportuno valutare uno spostamento, per esempio in Marangona o alla Spianà?».
Avete guardato anche a Valencia, Glasgow e Amburgo. Che cosa vi interessa di questi modelli?
«Sono esperienze da studiare e, quando possibile, riproporre. Oggi chi viene a Verona lo fa soprattutto per ciò che abbiamo ereditato dall’epoca romana e successiva. Dobbiamo costruire nuovi motivi di interesse, riqualificando Verona Sud con strutture architettoniche di qualità. Abbiamo proposto, per esempio, un polo scolastico e di ricerca all’ex scalo merci, che ha suscitato l’interesse del senatore Matteo Gelmetti, e un possibile polo museale a Verona Sud. Se non investiamo in questa direzione, rischiamo di fermare la crescita e scoraggiare chi vuole investire».
La Marangona dovrebbe quindi avere una funzione produttiva e logistica più forte?
«Dovrebbe accogliere attività produttive e logistiche che oggi non trovano più una collocazione adeguata a Verona Sud. La logistica della Zai è intermodale: consente di trasferire le merci dalla strada alla ferrovia. L’area potrebbe ospitare anche la fiera, ma si tratta di un percorso di lungo periodo, che potrebbe richiedere dieci anni. Il punto è iniziare a mettere queste idee in un documento programmatico».
L’obiettivo è anche contrastare il calo demografico e rendere Verona più attrattiva?
«Non vogliamo il calo demografico, ma aumentare l’insediamento della popolazione, puntando su Verona Sud. Vogliamo anche accrescere l’interesse turistico: se i flussi sono controllati e la città sa accogliere i visitatori, il turismo è un’opportunità. Sul PAT contestiamo i vincoli che rendono più difficile recuperare gli immobili esistenti, anche per esigenze familiari. Se vogliamo limitare nuove costruzioni, dobbiamo consentire la riqualificazione del patrimonio esistente, con regole che la rendano concretamente possibile».
C’è spazio per un confronto con l’amministrazione e per un tavolo comune nel centrodestra?
«Non abbiamo trovato molto dialogo da parte dell’amministrazione, ma spero che nel centrodestra si apra un tavolo. All’incontro erano presenti diversi esponenti del centrodestra. Il nostro intento è mettere sul tavolo gli argomenti e partire dalle idee e dai programmi».
In definitiva, cos’è Futura, il progetto presentato e targato Verona Domani?
«Verona Domani punta su una città più moderna e competitiva, partendo dallo sviluppo della Marangona come polo produttivo e logistico, anche attraverso il possibile trasferimento della Fiera e di riqualificare Verona Sud, con un progetto che abbiamo chiamato “Zai City”, valutare nuove soluzioni per lo stadio e il Traforo, recuperare gli immobili esistenti e attrarre imprese, residenti e turisti, superando vincoli che rischiano di frenare investimenti e crescita».



