Italian Wine Brands a Francoforte. Incontro con i gestori tedeschi per il gruppo vinicolo quotato a Piazza Affari

Italian Wine Brands ha incontrato questa mattina a Francoforte un pool di investitori istituzionali, gestori patrimoniali e family office tedeschi all’interno della Oddo BHF Small & Mid Cap Conference organizzata dalla societa’ finanziaria dell’Assia attiva sin dal 1849 e con 156 bilioni di dollari come asset dei clienti in gestione: di fatto, una piattaforma ideale per interagire con investitori orientati al lungo termine. A Francoforte Alessandro Mutinelli, CEO di IWB, e Gabriella Fabotti, CFO, hanno presentato i dati al 30 giugno scorso che vedono per il gruppo – che e’ stato quotato in borsa dieci anni fa – ricavi per 185 milioni euro, in leggera contrazione sul 2024; la vendita di 75 milioni di bottiglie in 96 mercati diversi con un incremento del 4% sull’anno fiscale precedente. Ma e’ sulla nuova organizzazione del Gruppo e sul suo modello di business che i manager di IWB – frutto della fusione originaria fra il veronese Enoitalia-Pizzolo e Giordano Vini – hanno realizzato in questi ultimi mesi. In primis, la riorganizzazione societaria riducendo la struttura – a fine 23 la capogruppo controllava ben 9 societa’ operative, oggi soltanto 5 – e poi focalizzando l’intera realta’ aziendale sulle evoluzioni dei mercato. Quindi un modello di business basato non su investimenti in agricoltura ma attenta analisi della domanda del mercato, conseguente sviluppo di prodotti e brand, produzione, riconoscimenti in concorsi internazionali. E non a caso a fronte di una riduzione del 3,2% del fatturato, l’utile netto cresce del 13,4%. A rendere interessante IWB per investitori a lungo termine e’ anche la composizione del capitale: i soci storici detengono rispettivamente il 14,8 e l’8,1% delle azioni con il flottante al 77,10%. Come evoluzione del business, Italian Wine brands guarda ancora con interesse al segmento bio che vedra’ una crescita al 2030 sino a 25 bilioni di dollari nel mondo con un Cagr dell’11,3%, e al no-low alcohol che arrivera’ sino a 4 bilioni $ nel 2031 con un cagr del 10%. E come mercati, grandi potenzialita’ per l’area Mercosur – Brasile in primis -. Confermato il buon momento per le bollicine, IWB resta attenta sul mercato a nuove acquisizioni. Banca Akros, CFO Sim, IT Icap ed Equita hanno tutte posto il target price dell’azione sopra la soglia del 30 euro con raccomandazione buy a fronte di un titolo che oggi quota sui 21 euro/azione.