Dopo i recenti fatti che hanno portato alla defezione dei sindaci di San Bonifacio e Colognola ai Colli, la chiamata al voto per molti cittadini della provincia di Verona è imminente
Il 2026 è l’anno della chiamata alle urne per nove comuni della provincia veronese. Dopo i recenti fatti che hanno portato alla defezione dei sindaci di San Bonifacio e Colognola ai Colli, la chiamata al voto per molti cittadini della provincia di Verona è imminente e la prima finestra disponibile potrebbe essere tra aprile e giugno di quest’anno. Dati alla mano, le amministrazioni in scadenza sono: Rivoli Veronese, dove Giuliana Zocca (lista civica Rivoli Futura) è sindaca dal 22 settembre 2020, Vigasio, il cui sindaco Eddi Tosi è stato eletto nel 2020 con una lista civica locale (Tosi per Vigasio Forette Isolalta) e Trevenzuolo dove il sindaco in carica è Eros Torsi. E ancora. Ancora, Erbè, guidato da Roberto Silvestri già vice sindaco e che aveva assunto la carica nel marzo 2025 dopo la morte del sindaco Nicola Martini; Palù, dove il primo cittadino uscente è Francesco Farina, in carica dal 2020 e Albaredo d’Adige, guidato Giovanni Ruta. L’ultimo paese con il mandato in scadenza è il Comune di Bonavigo a guida Ermanno Gobbi. A questi paesi si aggiungeranno, molto probabilmente, i due recentemente commissariati: San Bonifacio e Colognola ai Colli possano chiamare. Incerto, invece, il futuro di Soave, dove il sindaco Matteo Pressi dovrà scegliere se rimanere il primo cittadino del suo comune o rassegnare le dimissioni e dedicarsi esclusivamente all’attività di consigliere regionale a Palazzo Ferro Fini. Nei casi in cui il primo cittadino venga eletto in regione, infatti, può restare in carica solo temporaneamente e, una volta presentate le dimissioni, le stesse fanno scattare il commissariamento dell’amministrazione da parte del Prefetto, il quale, indicherà, appunto, un commissario. Figura, questa, che per poter indire nuove elezioni nella primavera dell’anno in corso, deve perfezionare il provvedimento di scioglimento del consiglio comunale entro la fine di febbraio. Questa è la procedura già avviata sia per San Bonifacio che per Colognola ai Colli. Per quanto riguarda il futuro dei paesi chiamati al voto, le segreterie di partito non hanno ancora le pratiche sul tavolo e le trattative sono in alto mare anche considerando che in molti dei Comuni sopracitati diverse liste civiche si candideranno sparigliando le carte dei partiti. Tra tutti, per ora, San Bonifacio rimane il territorio con più interrogativi da dipanare all’interno del consiglio comunale uscente. Rimanendo nell’area dell’est veronese, voci di corridoio danno per favorito alla carica di sindaco l’ormai ex assessore ai lavori pubblici mentre morde il freno qualche esponente della lista civica Nuovo Progetto Colognola, considerata la feroce opposizione portata avanti in questi anni da Ilaria Cervato, capogruppo in consiglio del movimento civico. Ma per rispondere a questa domanda si dovrebbe fare appello alla sfera di cristallo. Ai segretari di partito l’arduo compito di individuare il futuro migliore per i comuni al voto, ai cittadini la scelta nel segreto dell’urna.
Christian Gaole



