La farsa del Carnevale

Lo sappiamo: a Carnevale ogni scherzo vale. Ma qui oramai si precipita nella farsa più totale. Che costerà comunque al contribuente un mucchio di quattrini che avrebbero potuto essere utilizzati in maniera molto più proficua. Dunque, domani a Verona ci sarà anche il Papà dello gnocco alla sfilata che si terrà in città per il venerdì gnocolar. Alla fine, mesi di polemiche, vesti strappate in difesa della cultura popolare, dell’indipendenza delle maschere e della veronesità, si sono sciolti come neve al sole davanti ad un principio semplice semplice: i soldi del Comune – ovvero i soldi dei contribuenti veronesi – verranno dati soltanto alla maschere che sfileranno. E tanto è bastato per far fare al Papà del Gnocco gli straordinari: presenza a Verona e poi di corsa via a Monteforte dove comunque verrà garantita la sua partecipazione. Sindaco e maschera principale del Carnevale veronese hanno parlato per più di un’ora, fitto fitto, nell’ufficio del primo cittadino per poi presentarsi alla stampa convocata d’urgenza nemmeno fosse l’accordo PutinZelensky… Ecco, speriamo che nel fitto conciliabolo non ci sia scappato un extra budget ma che invece si sia pretesa chiarezza su come vengono spesi i soldi dei contribuenti durante questa manifestazioni. Questi gnocchi costano caro e, quel che è peggio, il carnevale scaligero non interessa a nessuno al di fuori di Verona: non attira nuovi turisti, non alza il livello dell’immagine della città. A che serve, Dio solo lo sa. La prossima volta che pianificherete un venerdì gnocolar – purtroppo fra dodici mesi – non sarebbe male se penserete anche a come far fruttare meglio i nostri quattrini evitando: a, di buttarli via; b, di costringerci allo spettacolo cui abbiamo dovuto assistere nelle ultime settimane.

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