La Lega ci mette la faccia per il Sì

(di Giulio Ferrarini)

Parte oggi il lancio della campagna referendaria per votare Sì alle urne il 22 e 23 marzo promossa dalla Lega.
“Questo Paese ha bisogno di una giustizia più efficace, che sia in grado di liberarsi dalle logiche correntizie e che sia anche in grado di rendere finalmente i giudici maggiormente indipendenti”, con queste parola ha esordito il capodelegazione a Bruxelles della Lega e segretario provinciale, Paolo Borchia sostenendo come la riforma costituzionale possa rendere i magistrati definitivamente più liberi da ciò che può influenzare il loro rendimento.
L’idea della Lega, come ha spiegato Giovanni Dal Cero, coordinatore per la Lega del referendum a Verona, è quella di intavolare almeno cinque serate formative: una in città a Verona e quattro sparse per la Provincia per avvicinare i cittadini e rendere chiaro qual è l’intendo del referendum.
“Ci saranno poi i gazebo – ha continuato Dal Cero – in tutte le piazze e in tutti i mercati organizzati dalle 64 sezioni della provincia veronese”.
Per Borchia: “Le campagne più efficaci sono quelle a forte connotazione territoriale, caratterizzare da incontri in sale civiche e biblioteche. Crediamo che sia una riforma molto buona, ma sicuramente non andrà a risolvere da sola tutti i mali della giustizia, ma vuole iniziare attraverso il concetto di separazione delle carriere, dove ricordo, l’Italia rappresenta un’anomalia in quanto in più o meno tutte le democrazie occidentali presentano dei modelli giuridici dove c’è una caratterizzazione tra la separazione delle carriere. Per cui – ha aggiunto – ci auguriamo da questo punto di vista che questo referendum possa rappresentare un primo step verso una riforma più complessa di tutto il nostro sistema giudiziario”.
Roberto Turri, Coordinatore per la Lega del referendum in Veneto ha rimarcato il fatto che “più il magistrato è libero, più il cittadino è tranquillo. E questa riforma – ha continuato – va in quella direzione, peraltro attuando quello che negli anni anche governi di sinistra hanno cercato di risolvere, perché tante leggi sono state fatte per risolvere il problema del correntismo all’interno del del CSM o per la separazione delle carriere. La riforma costituzionale serve per arrivare a concretizzare questo risultato che non si è mai ottenuto negli anni. Abbiamo visto – ha concluso – che parte dell’Associazione Nazionale Magistrati è contro questa riforma, ma io credo che il principio che ha spinto poi il Governo a mettere in piedi questa riforma costituzionale è proprio per risolvere questi conflitti, per cercare di evitare che ci siano queste distorsioni che sono tipiche del nostro Paese. Non è non è risolutivo al cento per cento perché sappiamo tutti che, come sempre, servono le risorse per incrementare cancellieri, uffici, magistrati, polizia che fa le indagini, però anche questo credo che sia un grandissimo aiuto per migliorare l’efficienza della magistratura e della giustizia.”