La manifattura veronese è in ripresa

Con un balzo degli ordini esteri del 7,5% nel quarto trimestre dello scorso anno, un incremento della produzione dello 0,7% e un utilizzo degli impianti salito al 71,8%, l’industria manifatturiera di Verona chiude il 2025 con segnali di stabilizzazione e un moderato ritorno alla crescita. Lo rileva la Camera di Commercio di Verona che ha analizzato i dati provinciali degli ultimi tre mesi 2025 emersi dall’indagine VenetoCongiuntura di Unioncamere Veneto su circa 2mila imprese del manifatturiero con almeno 10 addetti.
“La manifattura veronese sta consolidando le proprie posizioni su tutti gli indicatori – commenta il presidente dell’ente camerale scaligero, Paolo Arena –. I segnali sono incoraggianti e confermano un’inversione di tendenza rispetto alle difficoltà dei mesi scorsi. Tuttavia non possiamo abbassare la guardia: la ripresa si muove in un contesto economico nazionale e internazionale tuttora complesso, segnato da incertezze che impongono ancora cautela e attenzione”.
Nel dettaglio, la produzione veronese nel quarto trimestre ha registrato un aumento dello 0,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, consentendo al 2025 di chiudere a +0,1% sul 2024. Un segnale di ripresa significativo se confrontato in particolare con il calo del 3,8% registrato nei primi tre mesi dell’anno. Il recupero si riflette anche in un impiego più intenso dei macchinari: il grado di utilizzo degli impianti ha raggiunto il 71,8%, in crescita rispetto al 68,6% del trimestre precedente e anche al di sopra del 67% dei primi tre mesi del 2025. La media annua si attesta così al 69,3%, superando il 68% registrato nel 2024. Dati positivi arrivano anche dagli ordini. Le commesse estere crescono del 7,5%, superando la variazione media regionale (+3,9%). Situazione analoga per gli ordini interni, in crescita del 2,4% nell’ultimo trimestre e superiori al +1,6% registrato a livello veneto. In crescita il fatturato complessivo (+2,8%), trainato soprattutto dal mercato domestico (+4,1%), mentre l’apporto della componente estera risulta più contenuto (+0,5%). Un ultimo trimestre, quello del 2025, in accelerazione che ha contribuito a stabilizzare un anno complicato che si chiude con un aumento medio annuo del fatturato a +0,9%. Positivi i complessivi degli altri fondamentali con ordini interni a +0,5% e esteri a +1,7%.
Per quanto riguarda le aspettative espresse dagli imprenditori, il 2026 si apre in un clima di fiducia ponderata.
Sul fronte della produzione, il 44,8% degli intervistati prevede un aumento, mentre il 37,4% ipotizza una situazione di stabilità. Stime simili anche per il fatturato dove il 46,3% delle imprese confida in una crescita. In merito agli ordini, sia interni che esteri, la maggior parte delle aziende si aspetta di migliorare o mantenere i livelli attuali, con previsioni di calo circoscritte a una fascia compresa tra il 16 e il 18% degli intervistati.