(di Virginia Marchiori)
C’è una scuola nella provincia veronese che non somiglia alle altre. Entri, e già dai corridoi capisci che c’è un’aria diversa: murales, graffiti, mosaici sulle pareti, gruppi di ragazzi che si muovono tra l’aula di pittura, il laboratorio multimediale, quello di grafica e la hall. Le porte sono aperte nel vero senso della parola.
L’Isiss Carlo Anti di Villafranca di Verona non è il classico istituto di provincia, è qualcosa di più difficile da definire, e forse è proprio questo il suo punto di forza. Lo scorso 30 aprile una delegazione di alunni, insieme a rappresentanti di istituto, docenti e dirigente sono stati ospiti al Palazzo del Quirinale, invitati per l’impegno dimostrato nell’ambito delle progettualità di Educazione Civica e per la partecipazione e la vittoria ai concorsi nazionali promossi dal Parlamento Italiano.
Quattro indirizzi, un’anima sola
L’Anti ospita quattro indirizzi – liceo scientifico, istituto tecnico, liceo artistico, istituto professionale – ma chi ci insegna non ama presentarsi attraverso la propria cattedra. Le professoresse Grazia Felici e Cristina Carletti, incontrate insieme al preside Paolo Beltrame, si definiscono semplicemente “insegnanti del Carlo Anti”. Non è un dettaglio da poco in un sistema scolastico dove i compartimenti stagni sono la norma, questa scelta di campo rivela una filosofia precisa: non si lavora per sezioni, si lavora per obiettivi comuni. “Non mettiamo l’indirizzo dove lavoriamo come prioritario”, spiega la prof. Felici. “Cerchiamo sempre di proporre le attività in maniera trasversale, e questo si può fare solo se c’è un’unica anima.” È una scuola che conosce bene i limiti della didattica italiana tradizionale, quella che, nonostante la reputazione dei licei, propone spesso un approccio rimasto invariato negli anni, poco attrezzata di fronte ai disturbi dell’apprendimento, lenta ad adattarsi alla velocità del mondo contemporaneo. L’Anti ha scelto un’altra strada: mettere al centro il corpo studentesco, le sue differenze, le sue particolarità, i suoi talenti. Perché a 14 anni non ci si conosce ancora e ci si merita di sperimentare e scoprire.
Il torneo di Debate e l’arte di argomentare
Tra i progetti che hanno reso famoso l’istituto fuori dai confini provinciali, il torneo di Debate è il fiore all’occhiello. Non si tratta di un’attività extracurriculare per pochi appassionati ma è parte integrante di un programma più ampio che include l’IFS, l’Impresa Formativa Simulata, dove tutte le classi devono simulare concretamente le fasi di creazione di un’impresa: dall’idea alla gestione, dalla comunicazione alla rendicontazione. I risultati parlano da soli. La squadra dell’Anti si è qualificata tra le prime dieci scuole d’Italia al torneo nazionale di dibattito e ha portato a casa il primo premio sulla Grimaldi Lines. Ragazze e ragazzi provenienti da diverse province veronesi che imparano ad argomentare, a difendere una tesi, a confrontarsi con l’altro senza temere il disaccordo. Hard e soft skills, come si dice oggi, qui non sono solo slogan ma sembrano essere una realtà quotidiana. “Stiamo superando il concetto di classe”, osserva la prof. Felici. “poiché anche gli ambienti futuri di lavoro sono fatti di team. Saper collaborare anche con chi non conosci, capire cosa sa fare l’altro, mettere insieme le competenze. Questo è quello che proviamo a insegnare.”
Inclusione, multiculturalità, rispetto
Il Carlo Anti è una scuola multiculturale: circa il 20% degli studenti è di seconda generazione. Una realtà, questa, che molte scuole faticano a gestire e che qui invece è diventata risorsa. Il Progetto Peer to Peer vede ragazzi madrelingua italiana fare da tutor volontari ai compagni con difficoltà linguistiche, in laboratori pomeridiani che garantiscono crediti e buoni cultura a chi decide di impegnarsi.
Sul fronte dell’inclusione più ampia, l’istituto ha realizzato il cortometraggio “Il potere delle tue parole”, prodotto durante un corso di regia e montaggio finanziato dal PNRR. Il corto – che affronta i temi del rispetto e dell’inclusione – è stato presentato il 25 marzo durante la Giornata del Rispetto, con la partecipazione di diverse scuole veronesi tra cui il Liceo Scientifico Fracastoro.
Ultimo, ma non per importanza, ieri 11 maggio i ragazzi e le ragazze dell’istituto della prima e seconda liceo artistico, su commissione di Fondazione Historie, hanno presentato il murales da loro realizzato “Colori di inclusione. Le abilità sono un valore.” “Gli studenti hanno dato voce a questa realtà che lavora con persone con disabilità e persone in situazioni di fragilità.” Sottolinea la Professoressa Felici.
Il murales realizzato dagli studenti e dalle studentesse del Liceo Artistico dell’Istituto Carlo Anti di Villafranca di Verona. L’opera, 17 metri per 2,5 di altezza, decora le mura della Fondazione Historie.
STEM, robotica e parità di genere
L’istituto si muove anche nella direzione delle STEM e della parità di genere. Due studentesse dell’Anti, la prima iscritta a Scienze Applicate l’altra all’Itis di Informatica, hanno recentemente conquistato il primo posto alla gara di robotica GardAI, organizzata in collaborazione con il dipartimento di informatica dell’Università di Verona, un risultato che vale doppio in un settore ancora dominato dalla presenza maschile. “Sta emergendo che le allieve adesso hanno aspettative elevate e si stanno orientando molto anche verso medicina, biotecnologie, fisica e ingegneria. L’approccio che si ha nelle scienze applicate è un’approccio esperienziale, ci sono tanti progetti in collaborazione con l’Università di Verona” ci tiene a sottolienare la Prof. Felici.
Blu Ponti e il filo che unisce design e territorio
Lo scorso venerdì 8 maggio si è tenuto l’evento conclusivo del Progetto Blu Ponti, dedicato all’omonimo architetto e designer, promosso dalla Rete TAM – la Rete Nazionale degli Istituti dei Settori Tessile, Abbigliamento, Moda in collaborazione con l’Anti. Un progetto che ha trasformato il pensiero creativo in oggetti concreti: tessuti, ceramiche, complementi di arredo esposti nell’aula magna, ma anche locandine, pagine pubblicitarie, merchandising e mise en place – tutto progettato dagli studenti, seguendo il motto “dal cucchiaio alla città”.
L’essere scuola di provincia, è quindi un valore aggiunto. Quello villafranchese è l’unico istituto che partecipa alle Giornate di Primavera del FAI in collaborazione con i territori: quest’anno la tappa era a Palazzolo di Sona, dove gli studenti hanno realizzato anche costumi storici. Esiste quindi un radicamento nel territorio come forma di conoscenza, prima ancora che di appartenenza.
“Il miglior complimento dai genitori”
Ci sono scuole che misurano il loro successo sui voti. L’Istituto Anti lo misura su altro. “Il più bel complimento che abbiamo ricevuto dai genitori in questi anni”, dice la prof. Carletti emozionata “è che siamo riusciti a tirare fuori il meglio dai loro figli.” Per questo molti ragazzi, anche dopo il diploma, restano legati all’istituto. Ci tornano, collaborano, portano le loro esperienze, la scuola rimane un luogo di appartenenza, non solo di passaggio.
La voce degli studenti
A raccontare l’Anti, però, sono soprattutto loro. Aurora Parente, rappresentante di istituto in quinta ASC, usa una parola precisa: entusiasmo. “Come rappresentanti vediamo nei ragazzi un entusiasmo crescente. L’istituto ci rende protagonisti grazie a progetti come il concorso a Montecitorio – che l’Anti vince da anni – e alla nuova esperienza del gioco di ruolo al Parlamento Europeo di Bruxelles.” Quest’ultima, ammette Aurora, all’inizio aveva fatto storcere il naso a qualcuno. La complessità, la lingua, il dover interpretare il ruolo di deputati europei in una sede istituzionale reale. “Eravamo scettici. Ma metterci nei panni dei deputati ci ha insegnato a collaborare e, soprattutto, a improvvisare senza paura.” Il risultato? Parlare in pubblico, lavorare in team, reggere il confronto immediato sono diventate competenze naturali, non più fonte di ansia. “Arriviamo al mondo universitario e lavorativo più sicuri e pronti. Il salto post-diploma risulta decisamente più fluido e consapevole.”C’è poi la dimensione dei corsi pomeridiani che Lorenzo Amato, altro rappresentante d’istituto, descrive come il cuore pulsante della vita scolastica fuori dall’orario. Non semplici attività extra, ma occasioni per demolire “l’idea di scuola come luogo forzato” e trasformarla in qualcosa di diverso: “un posto collettivo in cui vivere e conoscere persone.” I corsi specializzati aprono orizzonti che la didattica tradizionale non tocca, ma è il rapporto con i docenti a fare la differenza: “il cavallo di battaglia del Carlo Anti è proprio il corpo docenti. Quel rapporto alleggerisce il clima dentro la scuola e aiuta a vivere meglio il rispetto per chi dedica la propria passione all’insegnamento.” Sul versante dell’orientamento in uscita, lo stesso studente Amato è netto: “Il Carlo Anti svolge con eccellenza l’inserimento nell’ambito universitario e lavorativo, specialmente attraverso gli stage, eventi come Job&Orienta, seminari e uscite formative. L’orientamento è ampio e specializzato per indirizzo.”
Siamo davvero maturi?
Quest’anno, poi, la maturità aggiunge un tassello in più: gli studenti dovranno esordire all’esame presentando se stessi, raccontando le competenze acquisite, il percorso che li ha portati da A a B. Un’ora e mezza tra autobiografia e argomentazione disciplinare. Un formato che sembra costruito apposta per chi, come gli studenti dell’Anti, ha imparato a conoscersi mentre imparava. A tirare le fila è il preside Beltrame, che quest’anno va in pensione dopo aver scelto volontariamente di restare un anno in più, chiude con una nota personale: “Ho trovato un bellissimo ambiente. Qua sono riuscito ad essere meno accentratore perché ho trovato competenza e mi sono fidato. Spero di aver contribuito nel rispetto della storia di un Istituto che ha sempre avuto il coraggio di innovare, anche quando altri lo ostacolavano.”
Questa è una storia che continua. Dai corridoi con i murales, fino ai palchi dei tornei nazionali.



