La UE condanna il nostro riso. Le reazioni degli europarlamentari veronesi

(aggiornamento ore 17:51)

“Una scelta sciagurata, che colpisce il settore agricolo, i nostri produttori e soprattutto i consumatori”. Così Daniele Polato, eurodeputato di Fratelli d’Italia e coordinatore del gruppo ECR in commissione per il Commercio internazionale commenta il voto di oggi del Parlamento europeo sulle salvaguardie per il riso, che ha confermato nel sistema di preferenze generalizzato sui dazi una soglia di salvaguardia al 45% respingendo la richiesta di Fratelli d’Italia per un 20% “Con il voto di oggi hanno autorizzato oltre 500.000 tonnellate di riso importato da Paesi Terzi senza dazi e senza reciprocità. Questo si tradurrà in riso di scarsa qualita’ ad un prezzo basso, pieno di pesticidi vietati e sfruttando lavoratori, anche minorenni, senza nessuna tutela sociale. L’ennesimo colpo basso all’agricoltura europea ed italiana, ai nostri produttori veronesi, l’ennesimo danno ai consumatori” ha aggiunto l’eurodeputato.

“Esprimo profonda delusione per l’esito del voto odierno. La maggioranza del Parlamento europeo di fatto ha respinto la possibilità di riaprire il confronto per correggere un elemento cruciale a tutela dei nostri risicoltori”. Lo dichiara l’eurodeputato Flavio Tosi (Forza Italia – PPE), commentando la bocciatura del Parlamento europeo degli emendamenti al Regolamento relativo al Sistema di Preferenze Generalizzate (SPG) per abbassare al 20% la soglia di attivazione della clausola di salvaguardia automatica sul riso. Come Forza Italia e Gruppo PPE, siamo stati i primi a depositare emendamenti per rafforzare la tutela del settore risicolo, quegli emendamenti avevano raccolto il più ampio consenso. Abbiamo, inoltre, sostenuto proposte analoghe presentate da altri gruppi politici, nella convinzione che la difesa della nostra agricoltura debba essere una priorità condivisa. Purtroppo, nonostante il voto quasi unanime di tutti i parlamentari europei italiani, questo sforzo non è bastato”.

Tosi sottolinea come la decisione dell’Aula rappresenti un’occasione mancata per dimostrare un sostegno reale a un comparto strategico, che vede l’Italia leader a livello europeo e che oggi è messo sotto forte pressione da importazioni a basso costo provenienti da Paesi terzi: “La soglia prevista per l’attivazione della clausola di salvaguardia resta troppo elevata – dice Tosi –  e rischia di rendere lo strumento inefficace, consentendo un afflusso massiccio di riso a dazio zero che potrebbe compromettere ulteriormente la competitività dei nostri produttori. Si tratta di una scelta che mina non solo il reddito agricolo, ma anche l’equilibrio dell’intera filiera, la qualità delle produzioni e la sostenibilità dei nostri territori”. Dunque “non possiamo accettare che tale accordo si traduca in un danno così evidente per un settore chiave della nostra economia come quello risicolo. Per questo motivo non abbiamo votato il testo finale”.

“Continueremo a lavorare affinché in futuro si possano correggere queste distorsioni e garantire condizioni di concorrenza più eque, tutelando al contempo la qualità dei prodotti offerti ai consumatori e la competitività dell’agricoltura europea”, conclude Tosi.