L’anno delle prime volte

La presentazione della stagione artistica

Cinque opere mai andate in scena a Verona, con Verdi, Beethoven, Rossini e Franchetti

(di Virginia Marchiori)

Ieri pomeriggio, nel foyer del Teatro Filarmonico, è stata presentata la nuova stagione artistica di Fondazione Arena. Un 2027 all’insegna delle prime volte: cinque opere mai andate in scena a Verona, con Verdi, Beethoven, Rossini e Franchetti, il ritorno di un grande classico del balletto dopo più di trent’anni e nove programmi sinfonici con interpreti internazionali. Alla conferenza-concerto, aperta al pubblico, erano presenti la sovrintendente Cecilia Gasdia, il vicedirettore artistico Stefano Trespidi e il segretario artistico Francesco Ommassini, insieme al critico Alberto Mattioli. Eleonora Bellocci, Martina Gresia e Matteo Macchioni hanno eseguito dal vivo alcuni brani delle opere in cartellone.
Opera e balletto. Sei titoli da gennaio a dicembre. Si parte il 17 gennaio con Mozart e Il ratto dal serraglio, nel celebre allestimento del Teatro alla Scala firmato da Giorgio Strehler. A marzo arriva Alzira, rara opera di Verdi, mentre in aprile tocca a Fidelio, l’unica opera di Beethoven. In autunno spazio alla comicità di Rossini con Il signor Bruschino (ottobre) e alla riscoperta di Cristoforo Colombo di Franchetti (novembre). A dicembre torna il balletto con Lo Schiaccianoci di Čajkovskij, in un nuovo allestimento: a Verona mancava da trentadue anni.
Aspettando la prima. Tornano anche le iniziative che accompagnano ogni titolo. Il giovedì prima del debutto, incontri di approfondimento a ingresso libero, in collaborazione con l’Accademia Filarmonica di Verona. Il venerdì pomeriggio, in occasione delle prove generali, un’anteprima riservata agli studenti delle scuole di ogni ordine e grado. E il sabato pomeriggio prima di ogni prima, la rassegna Musica e Cinema: il Teatro Filarmonico si trasforma in sala cinematografica e propone film legati alle opere e ai temi in scena.
Stagione sinfonica. Da febbraio a maggio otto appuntamenti, ciascuno in doppia data, preceduti il 29 gennaio da un concerto straordinario: il Requiem tedesco di Brahms diretto da Noseda, che chiude l’integrale brahmsiana degli ultimi anni (tariffe speciali per gli abbonati). Sul podio e sul palco, tra gli altri, Christ, Baeva, Chen, Tamestit, Debargue, Järvi, Khrikuli e Szeps-Znaider. In programma capolavori che mancavano da tempo a Verona, come La sagra della primavera di Stravinsky e la Seconda sinfonia di Sibelius, ma anche prime attese, tra cui Il canto della terra di Mahler e la suite dal Parsifal di Wagner. Dopo il successo di Aspettando Beethoven, un nuovo ciclo di concerti straordinari sarà dedicato al compositore di Bonn.
Le ultime date del 2026. La stagione in corso non è ancora finita e i biglietti sono già in vendita. Si parte il 25 ottobre con un originale dittico: il balletto Jeu de cartes di Stravinsky e l’opera comica Amelia al ballo di Menotti, insieme per la prima volta con i complessi artistici e tecnici della Fondazione. Dal 22 al 29 novembre c’è La Bohème di Puccini, nella più recente produzione veronese firmata da Stefano Trespidi. Dal 13 al 31 dicembre torna Il lago dei cigni, che nel 2024 aveva fatto registrare sei serate tutte esaurite. Spazio anche ai concerti sinfonici di novembre, ad Aspettando Beethoven, a Musica in Famiglia e a Musei in Musica.
Abbonamenti e carnet. Gli abbonamenti si rinnovano dal 13 ottobre al 14 novembre nelle biglietterie dell’Arena. Nuovi abbonamenti e carnet da tre ingressi saranno disponibili dal 24 novembre, i biglietti singoli dal 1° dicembre in biglie