Gianmarco Mazzi, ovvero l’uomo che spariglia il campo di FN, Futuro nazionale, a Verona. Infatti, assieme a Valdegamberi – passato col generale in queste ore i futuristi volevano puntare alla destra radicale veronese. Non soltanto l’area più giovane che oggi sta con Luca Castellini e le sue “passeggiate della sicurezza” in città, ma anche e soprattutto a quella che ha fondamenta nel Movimento Sociale Italiano, i boomer che hanno costruito la destra scaligera e la sua identità profonda. Un’area che aveva riposto moltissime speranze nel primo governo di un esponente conservatore in Italia, ma che poi si è sentita “ingannata” dalla svolta moderata, filo-atlantica e filo-statunitense, morbida persino sull’immigrazione clandestina, della premier e che era pronta a portare voti a Roberto Vannacci, generale della Folgore dove non pochi di quella destra hanno prestato il servizio di leva. Mazzi che di quel mondo è parte sin da Radio Ondaeuropa, nel 1977, che ha visto in prima persona i tormenti della trasformazione in Alleanza Nazionale è la figura giusta per tenere insieme i due mondi e soprattutto per evitare quella diaspora elettorale che avrebbe potuto causare danni alle prossime elezioni politiche ed amministrative. Mazzi quel mondo lo riunifica, per ora.
Quanto a Vannacci, resta per ora col solo Stefano Valdegamberi che oggi è stato pesantemente attaccato da Filippo Rigo, consigliere regionale della Lega: “Chi ieri è salito a bordo con il solo scopo di scroccare un passaggio, è finalmente arrivato alla sua destinazione. Bene così, ora c’è più spazio per i veri leghisti. La vicenda mette in evidenza un tema: la Lega non può essere un taxi. Guidare il movimento significa anche assicurarsi che chi si propone per entrarci, abbia i requisiti morali e politici per farlo. La forza della Lega sono i militanti e la base, il concetto stesso di militanza spiega il valore aggiunto di chi partecipa attivamente ed esclude chi, invece, sale in corsa: ideali saldi, impegno e lavoro nei territori. Ecco perché il nostro movimento ha il dovere di farsi un esame di coscienza su quanto accaduto. La Lega per essere credibile deve fare la Lega – aggiunge Rigo – : valorizzare gli amministratori locali che dal lunedì alla domenica compresa girano il proprio territorio per rispondere alle esigenze dei cittadini. Deve ritornare ad essere così, altrimenti avremo sempre transfughi che cercano di entrare in casa nostra. Quanto accaduto deve necessariamente aprire una riflessione sulla gestione perché certi errori strategici non si ripetano. Il nostro motto è ancora lo stesso: la Lega si serve, non ci si serve».



